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Data: 14/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Sciopero dei precari la protesta divide i sindacati. La decisione verrà assunta in un’assemblea coi lavoratori ma Cisl e Cgil si dicono contrari all’astensione

Domande on-line fino all’11 ottobre

Il bando del concorso che porterà all'assunzione a tempo indeterminato di 300 persone è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'11 settembre. Chi è interessato a partecipare ha tempo fino all'11 ottobre per inviare, esclusivamente on line, la domanda. Se si raggiungeranno le 3000 richieste, si svolgeranno le preselezioni. La procedura, gestita da Ripam e Formez, prevede quattro prove scritte e una orale. Le tipologie di figure professionali richieste sono 14, tra ingegneri, architetti, geologi, amministrativi e contabili.
L’AQUILA I precari della ricostruzione verso la mobilitazione. Sotto accusa il bando del concorso per l'assunzione di 300 persone a tempo indeterminato, pubblicato l'11 settembre sulla Gazzetta Ufficiale. Una procedura che, così com’è stata formulata, non tutelerebbe, secondo la Uil, le professionalità già acquisite e sarebbe foriera di ricorsi. La prossima settimana il sindacato convocherà un'assemblea di tutti i lavoratori del cratere, per decidere le iniziative di protesta. Ieri, intanto, è fallito il tentativo di conciliazione davanti al prefetto Giovanna Maria Rita Iurato: lo sciopero, però, non può essere proclamato a breve, a causa di paletti imposti dalla legge. Il 28 settembre, infatti, è stato già indetto, dalle segreterie nazionali di Cgil e Uil, uno sciopero generale del pubblico impiego. «La normativa», spiega il segretario regionale della Uil-Fpl Fabio Frullo, «non permette di dichiarare un ulteriore sciopero ravvicinato. Tecnicamente andrebbe fatto 15 giorni prima del 28 oppure 15 giorni dopo. Per i lavoratori aquilani si dovrebbe quindi attendere la metà del prossimo mese. Nel frattempo, già martedì o mercoledì della prossima settimana convocheremo un'assemblea generale di tutti i precari del cratere impiegati dopo il sisma nei processi della ricostruzione. Sarà quella la sede per concordare le prossime mosse. È chiaro», sottolinea Frullo, «che il lavoro all'Aquila e i lavoratori aquilani vanno difesi fino alla morte». Durante il tavolo in prefettura, la Uil ha proposto al sindaco Massimo Cialente e all'assessore al personale Betty Leone due strade: una mossa politica, per individuare soluzioni alternative al concorso, oppure un atto formale, firmato dall'amministrazione, per chiedere al governo di sospendere il bando. Nessuna delle due strade, secondo sindaco e assessore, sarebbe stata praticabile. «La risposta è stata negativa», aggiunge Frullo, «e il tentativo di conciliazione è fallito. Alla riunione è stato convocato, come controparte, solo il sindaco dell'Aquila, per una evidente motivazione politica e in quanto capofila di tutti i sindaci del cratere». Per il momento, solo la Uil sta portando avanti il discorso di un eventuale ricorso allo sciopero contro il concorsone. Secondo Elvezio Sfarra (Fp Cisl), «una volta uscito il bando, lo sciopero diventa inutile, in quanto poco efficace a livello nazionale. Come sindacato stiamo organizzando incontri con i lavoratori per valutare insieme la situazione». Contraria allo sciopero anche la Cgil che nei giorni scorsi, con il segretario della Funzione pubblica Dario Angelucci, ha evidenziato come solo un precario su quattro potrà beneficiare dei posti riservati previsti nel concorso: «Abbiamo sollecitato al Comune un confronto sulle modalità di riorganizzazione della macchina amministrativa», ha affermato Angelucci, «perché il concorsone non basta a risolvere tutti i problemi dell'ente. La Cgil non può considerare chiusa la partita dei numeri solo con l'espletamento della procedura e si dovranno gettare da subito le basi per un confronto ai vari livelli istituzionali, con l'obiettivo di dare una risposta a tutti i lavoratori fino a oggi impegnati nella ricostruzione». Piero Peretti (Ugl) si augura che «nel caso si dovesse bloccare il concorso, a causa dei ricorsi, si proceda alla proroga degli attuali precari, per evitare lo stop alla ricostruzione».

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