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Data: 14/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Rincari da 70 euro l’anno per i bus degli studenti. Proteste nella Valle Subequana, il salasso maggiore sulla Secinaro-Sulmona

Una madre denuncia: ho due figli e spenderò 860 euro per mandarli a scuola

SECINARO È tempo di scuola e le famiglie degli studenti si trovano a fare i conti con gli aumenti del costo dei biglietti per gli abbonamenti del bus. Un salasso che sta interessando un centinaio di famiglie, alle prese coi rinnovi dei titoli di viaggio per i figli iscritti alle superiori e che devono raggiungere Sulmona per frequentare gli istituti. Un costo aggiuntivo che sta interessando anche i pendolari. Aumenti che vanno dal 10% in più per i viaggiatori residenti a Molina Aterno e Castelvecchio Subequo, mentre per quelli di Secinaro, Castel di Ieri e Gagliano Aterno, gli aumenti arrivano addirittura al 17% rispetto allo scorso anno. Una differenza di spesa che grava sulle famiglie residenti nella Valle Subequana. L’area, nonostante le caratteristiche comuni, è stata divisa in due fasce di costo. Così i paesi di Secinaro, Gagliano e Castel di Ieri, pur non essendo molto distanti da Castelvecchio, nel giro di un anno hanno subìto rincari molto più pesanti rispetto alla zona di Castelvecchio e Molina, rimasti nella terza fascia di costo. Nel dettaglio gli aumenti vanno dal prezzo del biglietto giornaliero che per i tre paesi della quarta fascia costa 3,40 euro per viaggio, mentre nel settembre 2011, gli stessi biglietti costavano 2,70 euro. Un rincaro che a conti fatti arriva a un più 26%. Aumento che viene in parte compensato dal costo dell’abbonamento annuale aumentato di circa 70 euro. Infatti, a settembre 2011 lo stesso abbonamento costava 365 euro. Poi con il passaggio dell'area a quarta fascia è arrivato a 430 euro. Costi in più, che si registrano anche nell’area della terza fascia che comprende Castelvecchio e Molina Aterno. Non mancano le proteste dei genitori per il caro-bus. Emblematico il caso di una donna di Secinaro. «Ho due figli che vanno a scuola a Sulmona», lamenta, «con questi aumenti mi trovo a spendere solo per le spesse di viaggio 860 euro, quasi l’intero stipendio di mio marito che lavora come operaio. Il tutto senza contare il costo dei libri e tutte le altre spese». Una situazione insostenibile anche per molte altre persone della valle. «Fino a qualche anno fa, grazie alle sovvenzioni della Regione e della Provincia, le Comunità montane elargivano dei rimborsi», ricorda il presidente della Sirentina, Luigi Fasciani, «oggi siamo con le mani legate proprio in un periodo di profonda crisi economica».

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