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Data: 20/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Province e tagli - Abruzzo con due Province. Nuovo assetto al rush finale. Pescara-Chieti e L'Aquila-Teramo al passaggio decisivo

L'AQUILA- Venerdì, cioè domani, dunque si vota. Prima la discussione sulle varie proposte poi la scelta di quella da trasmettere al Consiglio regionale e poi al governo. Il Cal si appresta a tirare le somme della lunga consultazione sul riassetto del territorio regionale dopo il varo della legge sulla spending review che lascia l'Abruzzo con due sole province: L'Aquila perché è il capoluogo di regione e Chieti che ha i requisiti previsti dalla legge, ossia l'estensione territoriale, la popolazione e il numero dei comuni.
Ieri il presidente del Cal Antonio Del Corvo ha sentito il parere dei sindaci. Ne aveva convocati 19, quelli dei comuni con più di diecimila abitanti. Se ne sono presentati grosso modo la metà, e anche in questo caso i pareri non sono stati univoci. Ortona, Atessa e Martinsicuro si sono detti favorevoli al mantenimento delle attuali Province dell'Aquila e di Chieti, con la creazione di una terza provincia Pescara - Teramo. San Giovanni Teatino ha invece chiesto il mantenimento della provincia di Chieti, o in alternativa la creazione della Città Metropolitana Chieti-Pescara.
Il Comune dell'Aquila col sindaco Massimo Cialente, e il Comune di Lanciano hanno rinnovato la loro adesione alla proposta di creare due Province: una L'Aquila-Teramo, l'altra Pescara-Chieti. Da alcuni rappresentanti del Teramano sono emerse perplessità sull'accorpamento all'Aquila, mentre nel corso del dibattito è stata lanciata l'idea (non ancora formalizzata) di un'unica provincia regionale sostenuta dal sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio. Del Corvo ha spiegato che in questo caso il capoluogo, però, sarebbe L'Aquila. I sindaci di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona hanno infine depositato un documento in cui si invita il Cal a «tenere in considerazione il mantenimento dei servizi essenziali nei sette ambiti in cui fu diviso il territorio abruzzese all'epoca della redazione del Quadro di riferimento regionale».
«Posso affermare-questa la valutazione di Del Corvo- che sono stati fatti passi avanti verso una soluzione condivisa, anche se alla fine sarà il voto a dire la parola definitiva. Certo è che non potevano essere disattese le indicazioni date dal governo. Il riassetto territoriale è nell'ottica della diminuzione della spesa pubblica e non va evitato. Il Cal ha il compito di fare una sintesi delle varie indicazioni emerse in questi giorni di consultazione, una sintesi che sia la più equilibrata possibile».
Al Cal, domani, saranno presentate tre proposte, più la quarta della provincia unica che però non è stata ancora formalizzata. A oggi si registra una convergenza sulla prima che pare la scelta più probabile: Abruzzo diviso in due province, L'Aquila e Teramo da una parte, Chieti e Pescara dall'altra. E' appunto la proposta che sembra avere maggiori chance perché i sindacati non vogliono la megaprovincia Chieti-Pescara-Teramo con L'Aquila da sola (è la seconda proposta sul tavolo di Del Corvo) perché porterebbe a un pesante squilibrio territoriale. C'è poi una terza soluzione: L'Aquila e Chieti da sole perché hanno i requisiti, e Pescara e Teramo insieme. Infine l'opzione della provincia unica, non ancora formalizzata. , che nel Cal trova scarse condivisioni. Il voto dovrebbe arrivare entro la giornata di domani. E' possibile che la discussione richieda più tempo del previsto e allora sarebbe necessaria un'altra seduta.

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