Dopo la relazione finale arriverà il decreto per la ripartizione Si tratta sulla proroga di chi attualmente esamina le pratiche della ricostruzione
L’AQUILA Il ministro Barca attende i conti di Chiodi. L’atto finale, il cui perfezionamento è ancora nelle mani dell’architetto Gaetano Fontana, tra i protagonisti del vertice in Regione coordinato dall’ingegnere Aldo Mancurti (capo dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della presidenza del Consiglio), è indispensabile per ottenere dal governo il decreto per la ripartizione e assegnazione delle risorse restanti. Di questi e altri problemi legati alla delicata fase di passaggio dalla gestione del commissario a quella degli enti locali si è parlato nella sala giunta di Palazzo Silone. Si è discusso sul decreto per la riassegnazione del personale che, stando a quanto riferito da Mancurti, non ha creato scompensi. «In gran parte le assegnazioni rispondono alle esigenze prospettate», ha dichiarato. «Faremo piccoli ritocchi temporanei grazie alla disponibilità delle amministrazioni coinvolte. L’assegnazione del personale è conseguente all’assegnazione di compiti istituzionali che sono quelli del rientro all’ordinario». Insomma, il governo aspetta di sapere da Chiodi quante sono le risorse rimanenti, come sono state assegnate quelle precedenti, come sono state impegnate e, per quelle rimanenti, come dovranno essere suddivise tra gli attori della ricostruzione che, come ha ribadito Mancurti, «sono gli enti competenti in via ordinaria, visto che al commissario non si sostituisce la presidenza del Consiglio, che in questo caso esiste non come figura intermedia bensì solo per facilitare il passaggio». Sulla ripartizione delle risorse (ipotesi: 60 per cento all’Aquila, 30 ai centri del cratere, 10 al Provveditorato alle Opere pubbliche), il governo manda a dire che si potrà negoziare con gli enti locali. Si è parlato anche della possibilità di prorogare quanti (filiera Fintecna-Reluis-Cineas e collaboratori) si stanno occupando di esaminare i progetti, per non creare un salto nel buio in attesa degli esiti del concorsone. In vista delle risorse da inserire nella legge di stabilità 2013-2015 l’orientamento è quello di disegnare un perfetto equilibrio tra ricostruzione pubblica e privata. Presenti anche esponenti del ministero dell’Economia, si è ragionato sulla necessità di ampliare il plafond di due miliardi (in via di esaurimento ben prima di fine anno) della Cassa depositi e prestiti per finanziare la ricostruzione, visto che la quasi totalità dei contributi proviene da questo capitolo. Ci sarà da stabilire anche come avverrà il trasferimento di fondi all’Aquila e ai piccoli Comuni. Infine, la relazione di Chiodi andrà illustrata ai sindaci, che chiedono di non essere lasciati soli soprattutto in termini di personale a disposizione, oltre che di risorse da impiegare.
Onna, via libera alla ricostruzione
Domani la firma dell’accordo di programma fra Comune e Provincia
L’AQUILA Il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, ha comunicato al sindaco, Massimo Cialente, la fine dell'istruttoria del piano di ricostruzione di Onna e si è reso disponibile alla firma dell'accordo di programma per domani alle 10. «Un forte segnale per il territorio ferito, un grande passo verso la ricostruzione di Onna, simbolo di una tragedia che deve necessariamente lasciare il posto alla vera rinascita», ha detto Del Corvo. Soddisfatto anche il sindaco Cialente che a sua volta ha sottolineato: «Il processo di rinascita di un'intera comunità potrà avere finalmente il via». «Onna è la frazione che ha pagato il più alto tributo allo sconquasso del 6 aprile di tre anni fa», ha aggiunto l'assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, «l'accordo di programma sancirà la variante urbanistica per la ricostruzione della frazione più colpita dal sisma. Al momento della firma saranno presenti anche gli amici di Onna Onlus mirabile esempio di quella dedizione e caparbietà che caratterizzano il popolo abruzzese. È doveroso che il mio pensiero vada anche all'Ambasciata tedesca, per la vicinanza, la profusione degli aiuti ed il contributo determinante per la redazione del Piano».