Sostegno da Berlusconi, ma la governatrice vuole mani libere su Consiglio e Battistoni. La giunta regionale travolta dallo scandalo dei fondi Pdl Giallo sulle dimissioni della Polverini: sono molto stanca
Renata Polverini è ancora la governatrice del Lazio. Al termine dell’ennesima giornata convulsa, con il tormentone «si dimette-non si dimette», ancora una volta la situazione la sintetizza meglio di chiunque altro il leader de La Destra e consigliere regionale, Francesco Storace: «L’unica notizia di oggi? È il taglio delle commissioni consiliari». Già perché ieri la conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale ha provveduto a mettere nero su bianco il testo che verrà votato insieme agli altri tagli domattina nell’Aula della Pisana. Le notizie sono quindi due: il taglio delle commissioni e il fatto che la Polverini sia ancora in sella. Lo scandalo sulla gestione dei fondi Pdl che ha portato l’ex capogruppo Franco Fiorito a essere indagato dalla Procura di Roma per peculato ha provocato un terremoto politico che dalla Capitale sta investendo anche i vertici nazionali del Pdl. Impossibile che non coinvolgesse, anche indirettamente, la stessa presidente della Regione. Lei, Renata, è stanca. Per tutto il giorno si alimentano voci di sue imminenti dimissioni. Le prime avvisaglie si hanno in mattinata, quando la Polverini confessa: «Sono stanca, molto stanca. O la smettono o la storia la faccio finire io». Poi l’ennesimo attacco al Consiglio regionale e al Pdl: «Non hanno capito che bisogna fare, invece si proce in una lotta intestina». E rivela di aver chiesto un incontro al ministro dell’Interno Cancellieri «per capire, nel caso in cui si proceda in questo disastro, quali sono i tempi e le condizioni per andare al voto». Incontro effettivamente avvenuto nel primo pomeriggio per informarsi sulle procedure in caso di dimissioni e voto anticipato. Nel frattempo in Consiglio regionale tiene banco il dibattito sui conti. Per il Pd e il resto delle opposizioni il bilancio della Pisana è aumentato di 24 milioni da quanto governa il centrodestra a causa degli atti voluti e fatti votare dalla Polverini. Anche i fondi a disposizione dei gruppi sono lievitati. La mozione di sfiducia è pronta. Renata è stanca. Vorrebbe che le cariche nel gruppo Pdl in Regione venissero azzerate dal partito (a partire da quella del nuovo capogruppo Francesco Battistoni, che ribadisce: «Io non me ne vado»), non accetta che i giornali mettano sullo stesso piano le spese della giunta con le ricevute, i rimborsi e le note spese dei consiglieri regionali. Per non parlare dell’inchiesta su Fiorito, i veleni a mezzo stampa su chi ha speso quanto e per cosa, le interviste degli interessati. Una guerra civile in piena regola, una crisi politica senza precedenti. La Polverini incassa la solidarietà e l’incoraggiamento ad andare avanti dell’Udc, alleato sempre più solido e forse qualcosa di più. Renata è stufa. Non le è piaciuto leggere i giornali. Non ha gradito le foto della festa che rievocava il pantheon olimpico organizzata il 10 settembre 2010 dal consigliere Pdl Carlo De Romanis sbattute sulle prime pagine dei giornali e dei siti internet. In quelle foto c’è anche lei. Del resto De Romanis non aveva mai fatto mistero del fatto che sia la presidente sia l’assessore al Bilancio Stefano Cetica - braccio destro e «mente» della Polverini - vi abbiano preso parte. Così come in pochi fanno mistero del sospetto che quelle immagini siano state divulgate in forma anonima da «fuoco amico». Lo stesso che mette in circolazione, a metà pomeriggio, le voci delle imminenti dimissioni della presidente. Fonti parlamentari rivelano: «Alle 18 si dimette». Indiscrezioni si rincorrono: molla tutto; ha già comunicato la sua decisione agli assessori; lo annuncerà in una conferenza stampa alle 19; il Pdl Lazio verrà commissariato. Un’agenzia riferisce di un lieve malore - probabilmente dovuto al forte stress - della Polverini. Alla fine non succede proprio nulla. Gli assessori smentiscono di averla anche solo sentita. Alfano assicura che il coordinatore Piso non è a rischio. Lei, Renata Polverini, non parla con nessuno. Unica eccezione per Silvio Berlusconi. La presidente del Lazio lo sente prima del vertice di Palazzo Grazioli e lui, il Cavaliere, la incoraggia ad andare avanti: «Non lasciare». Alla fine non si dimette. Oggi è attesa l’ennesima giornata «più lunga», un altro «giorno decisivo» per il destino politico di Renata Polverini e per il futuro della giunta regionale.
Dal 2009 al 2011 i costi del Consiglio lievitati di 24 milioni
Nell’ultimo anno della Giunta Marrazzo erogati 79,4 milioni, ora la cifra è volata a 103,5. Nel 2012 ne dovrebbero essere tagliati solo cinque
Da 79,4 milioni a 96,7 fino a toccare quota 103,5. Dal 2009, ultimo anno della giunta Marrazzo, al 2011, le spese del Consiglio regionale del Lazio sono aumentate di circa 24 milioni. Una cifra che, nell’era Polverini, si riduce solo nelle previsioni del 2012 con un bilancio fissato a quota 98,4 milioni. Lo rivela un documento dei Radicali, redatto su dati del Bollettino Ufficiale della Regione, secondo cui anche i contributi per il funzionamento dei gruppi consiliari hanno registrato un andamento analogo: nel 2009 si attestano a 4.500.000 di euro, l’anno successivo raddoppiano a 8.450.000 euro; e per gli ultimi due anni bisogna accontentarsi delle previsioni: 8.900.000 euro per il 2011 e 4.600.000 euro per il 2012. Ma ora si cambia rotta. Sulla scia dello scandalo Fiorito e dell’«ultimatum» che la governatrice Renata Polverini ha dato all’aula del Consiglio lunedì scorso, i provvedimenti comunicati dalla Pisana parlano solo di tagli. La proposta che verrà esaminata domani prevede la soppressione delle tre commissioni speciali e il dimezzamento di quelle ordinarie, da 16 a 8. Martedì l’Ufficio di presidenza di Mario Abbruzzese ha approvato la riduzione delle auto di servizio della Pisana da 28 a 5, l’azzeramento dei fondi destinati all’attività dei gruppi e la sospensione di quelli per il loro funzionamento, il dimezzamento dei soldi destinati al rapporto eletto-elettore e niente consulenti per l’ufficio di presidenza. Azzerato anche ogni investimento in conto capitale per le strutture del Consiglio regionale come ad esempio la costruzione di nuove palazzine, per circa 10 milioni di euro. L’obiettivo è arrivare a 20 milioni di tagli per il 2012. Ma intanto, parallela alla crisi che scuote la maggioranza di governo, monta la polemica sulle spese. Il vicepresidente dei senatori Pd Luigi Zanda sottolinea: «Durante la presidenza Polverini c’è stata un’impressionante lievitazione delle dotazioni finanziarie del Consiglio, dei Gruppi Consiliari, e della Giunta». «Zanda non sa quello che dice - replica l’assessore al Bilancio Stefano Cetica - quando afferma che con la Polverini c’è stata una impressionante lievitazione delle dotazioni finanziarie del Consiglio regionalè, visto che a fronte di un incremento complessivo del 27% dal 2010 al 2012 se ne registra uno del 68% dal 2007 al 2010 quando governava la sinistra».
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