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Pescara, 30/03/2026
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21/09/2012
Il Centro
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Serraiocco indagato e sospeso, non lascia «Ha ricevuto assegni per 26 mila euro i soldi sono spariti» Il refrain di mascia: uffa, non posso sapere tutto |
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L’assessore Udc accusato di truffa a due imprenditori. Il pm: si è fatto pagare con la promessa d’entrare nel Pescara calcio
Il politico dell’Udc ha chiesto di essere ascoltato Sarà interrogato il 25 «Uffa, mica posso pensare sempre a tutto io». C’è una frase stampino che il sindaco Luigi Albore Mascia usa sbandierare sia se si parli di un disagio della città, talmente piccolo da non dover richiedere il suo interessamento, sia se un fastidio più grande invada la sua stanza da primo cittadino. Mascia delega, preferisce sparpagliare i compiti tra i suoi assessori, indossare più facilmente la maglia del Pescara calcio e meno quella dell'autorevolezza che gli conferisce il suo incarico. Accade anche stavolta che il sindaco dica di non sapere, si rifugi dietro lo schermo di una vicenda che sarebbe nata anni addietro, quando Serraiocco non era assessore, e non sia avvenuta sotto il cappello della sua amministrazione. C'è un avviso di conclusione delle indagini di giugno che Serraiocco – assessore da oltre un anno – ha tenuto nascosto al sindaco. Il quale, almeno adesso, a distanza di 3 mesi, potrebbe partecipare o con un coro d'incoraggiamento verso il suo assessore o con i fischi.
PESCARA Aveva pensato a scambi e prestiti di giocatori, a un legame che potesse nascere tra la Folgore Sambuceto e il Pescara calcio che, nel 2008, stava per fallire. Era questa la possibilità che Vincenzo Serraiocco avrebbe paventato a due imprenditori di San Giovanni Teatino che, nel corso degli anni, hanno perso le tracce dei loro soldi e hanno deciso di querelare l’assessore Serraiocco. Un’altra inchiesta investe il Comune di Pescara e, stavolta, dopo il sindaco Luigi Albore Mascia, vede al centro l’assessore Udc Serraiocco – da ieri sospeso dal partito – accusato di truffa aggravata dal pm Giampiero Di Florio per un giro di quote e di soldi che avrebbero dovuto garantire a Sandro Cacciagrano e a Gabriele Liberatore l’ingresso nella società del Pescara con uno scarso 3 per cento. L’inchiesta è stata chiusa e il pm accusa Serraioco di essersi procurato «un ingiusto profitto prima facendosi consegnare dai due imprenditori due terzi di 30 mila euro e poi l’ulteriore somma di 6 mila euro necessaria alla ricapitalizzazione delle quote». E’ per questo che Serraiocco, 37 anni, originario di Chieti, commercialista diventato assessore alla Difesa della costa dal marzo 2011, è finito sul registro degli indagati: una posizione che l’assessore, secondo la sua richiesta, andrà a chiarire il 25 settembre durante l’interrogatorio. Serraiocco, all’epoca, era socio del Pescara e presidente della società di calcio Folgore di Sambuceto nel cui organigramma figuravano anche Liberatore, vice presidente della squadra e titolare della Soget trasporti, e Cacciagrano, dirigente della società e proprietario di un’azienda di carni. Serraiocco propone ai due, che nell’inchiesta figurano come parti offese e che sono difesi dall’avvocato Alessandro Di Vincenzo, di acquistare quote del Pescara, al tempo in cui la squadra militava in serie C1 ed era sull’orlo del fallimento. Gli imprenditori accettano e nel 2009 emettono due assegni da 12.750 euro e da 17.500 euro in favore della Delfino Pescara. Un terzo della quota dei complessivi 30.250 euro era quella di Serraiocco. Cosa accade dopo? Serraiocco organizza un appuntamento dal notaio per assegnare le quote e, intanto, per quelle formalità come riporta il pm Di Florio si fa consegnare «l’ulteriore somma di 6 mila euro». Si arriva al 19 marzo 2010 quando l’assessore, di fronte al notaio Grazia Buta, vende quelle quote di 30 mila euro – a cui avevano contribuito per l’accusa anche i due imprenditori – ad Giuseppe Adolfo De Cecco che le acquista al prezzo più alto di 38 mila euro. I due imprenditori iniziano a chiedere chiarimenti a Serraiocco che, inoltre, era anche il commercialista di Cacciagrano, ma l’assessore, difeso dall’avvocato consigliere Udc Vincenzo Di Noi, non avrebbe fornito chiarimenti esaustivi sulle quote fantasma del Pescara. Si arriva quindi alla querela, l’assessore viene indagato e riceve l’avviso di conclusione delle indagini. Per l’accusa Serraiocco «si sarebbe procurato un ingiusto vantaggio di circa 26 mila euro senza tuttavia adempiere alle obbligazioni assunte». Accanto, si sta facendo luce anche sui titoli dell’assessore che di professione fa il commercialista, ma che non risulterebbe iscritto all’albo. Al consiglio dell’ordine sarebbe arrivato anche un esposto per segnalare la posizione di Serraiocco.
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