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Pescara, 30/03/2026
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Data: 21/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Serraiocco. L'Udc lo sospende subito dal partito, per le dimissioni è questioni di ore

«In attesa che la magistratura, verso la quale esprimiamo massima fiducia, possa fare chiarezza sull’eventuale coinvolgimento del dottor Vincenzo Serraiocco nelle vicende giudiziarie che emergono dagli organi di stampa, ne disponiamo con effetto immediato la sospensione dal partito». La nota porta la firma del parlamentare Antonio De Poli, responsabile organizzativo dell’Udc, e non lascia spazio a interpretazioni. Con Serraiocco fuori dal partito, cadono i presupposti per la sua permanenza nel ruolo di assessore nella giunta Mascia. L’Udc nazionale ha anticipato in sostanza la decisione per questa vicenda spinosa che il partito a livello locale avrebbe voluto affrontare tra qualche giorno.
Le cronache che arrivano dalla Regione Lazio, e non solo quelle, hanno rimesso la questione morale in testa alle priorità della buona politica e questo spiega la tempestività con cui l’Udc ha voluto tamponare una situazione che a Palazzo di città è fonte di imbarazzo, posto che tutti sperano che Serraiocco riesca a uscirne presto e bene.
Proprio di questione morale aveva discusso il Pdl ieri in una riunione convocata a Roma dal segretario nazionale Angelino Alfano alla quale ha preso parte anche il sindaco di Pescara. Luigi Albore Mascia ha fatto di legalità e trasparenza i pilastri della sua azione amministrativa, non a caso ha preteso un certificato penale cristallino e immacolato dai suoi assessori prima della nomina. Benché il caso Serraiocco non riguardi l’azione del suo governo, non è però la prima volta che Mascia si ritrova ad affrontare gli imbarazzi per il coinvolgimento di esponenti della sua maggioranza in questioni giudiziarie. Una delle quali - l’inchiesta su Pescara città dello sport 2012 - lo riguarda per altro direttamente. Accuse diverse, pesi diversi, situazioni da chiarire e questo va detto senza indugio. L’amministrazione Mascia non si è però fatta scrupolo di invocare legalità e trasparenza quando s’è trattato di consolidare la maggioranza accogliendo a braccia aperte, a volte in eredità dal centrosinistra, consiglieri coinvolti in inchieste del recente passato, come quella sull’urbanistica che ha toccato Di Biase, Dogali e Bruno; un troncone dell’inchiesta sui rifiuti a Montesilvano ha invece investito Sospiri.

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