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Data: 21/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La Sangritana nel piano di recupero dell’autoporto. San Salvo, l’impianto inaugurato e mai entrato in funzione potrebbe diventare snodo ferroviario legato al porto

SAN SALVO Il recupero dell’autoporto potrebbe partire dal coinvolgimento della Sangritana nel progetto di riconversione della struttura. È una delle ipotesi avanzate dal consigliere regionale Nicola Argirò (Pdl) impegnato da mesi nella ricerca di una soluzione per recuperare il centro di smistamento in abbandono da 4 anni. L’area potrebbe divenire uno snodo ferroviario collegato con il porto di Punta Penna. Una idea che piace tanto ai colossi industriali e che potrebbe riportare il loro interesse sulla struttura. «Nè Pilkington, nè Denso sono interessate a far parte della società di gestione. Lo hanno detto più volte. La Pilkington lo ha ribadito qualche settimana fa nel corso di un incontro con l’amministrazione comunale di San Salvo», dice Argirò. «Ho avuto un colloquio telefonico con il presidente della Sangrintana, Pasquale Di Nardo, è si è mostrato interessato. Questo mi fa ben sperare», aggiunge Argirò. Così com’è ridotto (i capannoni sono stati svuotati di tutto il materiale ferroso, i quadri elettrici sono stati smontati così come i solai) l’autoporto non interessa affatto neppure al gruppo Conad. Le industrie però chiedono l’attivazione di una linea ferroviaria collegata al porto. L’eventuale entrata in gioco della Sangritana verrebbe accolta con sicuro interesse dalle aziende. L’idea piace ai sindacati che da mesi chiedono alla politica e alle istituzioni di trovare soluzioni per migliorare la logistica e ridurre i costi di trasporto e smistamento delle merci. Lo snodo, a disposizione anche delle aziende della vallata del Trigno, riporterebbe linfa vitale nelle aree del Vastese interno. Fra i sostenitori dell’iniziativa ci sono anche gli industriali. Confindustria è riuscita a far reinserire il porto nell’asse del sistema mercantile Adriatico. Uno snodo ferroviario a Piana Sant’Angelo sarebbe la ciliegina sulla torta. Nicola Argirò e Paolo Palomba (Idv) stanno cercando di riuscire comunque a recuperare un’opera costata 33 milioni di euro. Non viene scartata neppure l’idea di riconvertire il centro di smistamento in una sorta di ostello-villaggio per gli autotrasportatori. Resta in piedi anche la gestione pubblico-privata. La Regione è disposta a entrare in società con una quota del 15%. Grazie alla proposta del Pd di consentire anche ai Comuni con meno di 30 mila abitanti di partecipare alla società, un’altra quota potrebbe andare al Comune di San Salvo. Vanno comunque trovati i privati disposti a entrare nella spa. Considerato il momento economico negativo e le spese da sostenere solo per riparare i danni, è questa l’impresa più difficile. La Direzione trasporti della Regione ha rinnovato l’invito agli interessati a esprimersi sull’eventuale partecipazione al progetto gestionale. La quota privata è del 55%.

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