TRASPORTI . Potrebbe essere tutto un bluff. Un´illusione durata il tempo di timbrare il biglietto. Dopo il taglio estivo alle corse dei bus Atv, ai primi di settembre era arrivata dalla Regione l´assicurazione di una iniezione di denaro (le decurtazioni erano state fortemente contestate da diversi sindaci veneti) tale da garantire alla Provincia di sostenere il servizio di trasporto pubblico fino a fine anno con il consueto orario. Ora però la doccia fredda. La ragioneria dei Palazzi scaligeri chiamata a verificare la sostenibilità economica della delibera provinciale per la stipula dei contratti di servizio è lapidaria: «La copertura finanziaria è insufficiente a garantire la corretta esecuzione dei servizi. La Regione Veneto non ha, attualmente, la copertura di 52 milioni di euro (su 253 totali stanziati nel proprio bilancio) destinati al finanziamento dei servizi minimi di trasporto pubblico locale, in quanto finanziati da dismissioni di cespiti patrimoniali». In altre parole: i soldi promessi da Venezia non ci sono perché non sono ancora stati venduti gli immobili necessari a recuperare il denaro. Ma non è tutto. La ragioneria provinciale sottolinea anche che «allo stato attuale, la Regione ha la copertura per assegnare agli enti locali solo 201 dei 253 milioni di euro previsti per i servizi minimi di trasporto pubblico. Per quanto attiene alla Provincia di Verona, tale assegnazione parziale ha consentito al settore trasporti di accertare legittimamente solo 13.758.290,25 euro, ovvero una somma che può consentire, tenuto conto dei provvedimenti adottati e degli impresi assunti, di assicurare la regolare copertura dei servizi eseguiti dalle aziende solo fino ai primi giorni di ottobre 2012». Tra qualche giorno, quindi, i viaggiatori veronesi potrebbero trovarsi di fronte a una nuova decurtazione degli orari o riorganizzazione delle corse. «È l´ennesimo pasticcio che Lega e Pdl combinano sul trasporto pubblico», commentano i capogruppo del Partito democratico in Provincia e in Comune, rispettivamente Diego Zardini e Michele Bertucco, «ma questa volta potrebbe costare molto caro ai veronesi che rischiano di vedersi tagliate di nuovo le linee o addirittura veder fallire le società pubbliche di trasporto pubblico». E proseguono: «La situazione è drammatica stante l´impossibilità (già segnalata dal Pd) da parte degli enti locali affidatari (Comune e Provincia) di contribuire con fondi propri all´integrazione dei finanziamenti di Atv che sono di esclusiva competenza regionale». E proseguono: «Morale, o Zaia e Chisso trovano 50 milioni entro 10 giorni oppure le aziende di trasporto cominceranno ad accumulare perdite di gran lunga superiori a quelle già registrate nel 2011, che le porterebbero alla chiusura». E concludono: «È scandaloso constatare la superficialità con la quale Lega e Pdl in Regione programmano il trasporto pubblico e la faciloneria con la quale Comune e Provincia hanno dato annuncio del "ritorno alla normalità". I cittadini meritano Comuni, Province e Regioni che tengano in adeguato conto i loro bisogni».