ROMA - La Confindustria cerca di stringere sull’accordo con i sindacati in tema di produttività. E il presidente Giorgio Squinzi, secondo indiscrezioni riportate dall’Ansa, avrebbe incontrato ieri sera nella foresteria di Via Veneto il segretario della Cgil Susanna Camusso. Un faccia a faccia riservato di circa un’ora nel tentativo di trovare un’intesa come sollecitato con forza dal governo, nei giorni scorsi.
Già in giornata, uscendo da un’audizione alla Camera, Squinzi aveva accennato alla possibilità di tempi veloci per un accordo tra le parti da presentare al governo. «Stiamo colloquiando, occorre stringere i tempi al massimo possibile. Parliamo di giorni, al più tardi qualche settimana». Nel corso dell’audizione aveva promosso la delega fiscale varata dal governo e ora in discussione in Parlamento. E aveva lanciato nuovamente l’allarme: la pressione fiscale è troppo alta e presto potrebbe lievitare ancora, fino a toccare quota 55%. «Nell’ipotesi della completa attuazione di tutte le misure fiscali previste dalle ultime manovre finanziarie, la pressione fiscale si collocherebbe nei prossimi anni intorno al 45% rispetto al 42% del 2011. Un 45% che diventa quasi 55% se il calcolo viene fatto sottraendo il Pil sommerso» spiega il numero uno degli industriali italiani. Aggiungendo che un livello così, sarebbe «difficilmente sostenibile».
Già adesso non è facile. Non lo è per le imprese, che tra imposte e contributi, si ritrovano con un total tax rate che la Banca mondiale quantifica nel 68,5%. E non è facile nemmeno per i lavoratori, che hanno la busta paga praticamente dimezzata dal peso delle tasse, con un cuneo fiscale arrivato «al 47,6% del costo del lavoro». I contribuenti italiani, inoltre, si ritrovano a combattere anche con «un sistema complesso e spesso vessatorio». A peggiorare ancor di più la situazione resta l’alto livello di evasione fiscale. Il taglio delle tasse non è possibile in questo momento? Squinzi se ne dice «consapevole» ma avverte: «Deve rimanere un obiettivo di più lungo periodo, da conseguire attraverso ulteriori e più incisivi tagli alla spesa pubblica». Per questo giudica positivamente la legge delega per la riforma del sistema fiscale. «E’ una riforma a costo zero per la finanza pubblica ma che può dare un enorme contributo in termini di stabilità e semplificazione del sistema» dice Squinzi. «Non bisogna perdere questa occasione».