Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, accompagnato dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, ieri ha incontrato a Roma il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, alla quale hanno consegnato la proposta di riordino delle province abruzzesi da loro sottoscritta e già presentata al Consiglio delle Autonomie Locali. La proposta prevede di conservare le Province di Chieti e L’Aquila e di istituire la nuova Provincia di Pescara-Teramo. «Il ministro Cancellieri», si legge in una nota del Comune di Chieti, «dopo che Di Primio ha illustrato le ragioni di carattere socio-economico che hanno indotto alla formulazione di tale proposta, ha espresso il proprio apprezzamento per lo spirito e gli elementi oggettivi posti a fondamento della proposta fatta al Cal ed assicurato, oltre al proprio interessamento, anche quello del ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi».
Lanciano che vuole stare in una provincia che abbia Pescara come capoluogo, e Giulianova che, dovendo scegliere, tra la mega provincia L’Aquila-Pescara e la sua vocazione costiera guarda anche lei a Pescara come possibile capoluogo. Anche se i sindaci, Mario Pupillo (Lanciano) e Francesco Mastromauro (Giuilianova), entrambi di centrosinistra, non escono direttamente allo scoperto, le loro maggioranze guardano a Pescara come alla città di riferimento in questo risiko che è diventato il riordino delle province abruzzesi imposto dal governo (per i parametri fissati, quelle di Pescara e di Teramo non possono sopravvivere autonomamente). Questo gioco dovrebbe vivere oggi una giornata importante con la riunione del Cal (Consiglio delle autonomie locali) che dovrebbe formalizzare una proposta ala Regione che, poi, entro il 2 ottobre dovrebbe passarla al governo. A Lanciano è mancato poco che la voglia di Pescara diventasse un atto della maggioranza. Il documento presentato in favore della permanenza della città in una futura provincia Pescara-Chieti con la prima città di questa endiadi come capoluogo. La proposta non è stata messa ai voti nel consiglio comuanle di tre giorni fa perché non c’era l’opposizione che i firmatari del documento vogliono rendere partecipi di una decisione di questo genere. il sindaco Pupillo, da parte sua, nei giorni scorsi, aveva firmato un documento comune, con i suoi pari grado di Avezzano, Vasto e Sulmona, in cui si invita il Cal, nell’elaborazione della proposta di riordino, a tenere in considerazione il mantenimento dei servizi essenziali nei sette ambiti in cui fu diviso il territorio abruzzese all’epoca della redazione del Qrr (il Quadro di riferimento regionale). Il quadro è reso ancora più confuso da quello che è emerso dall’ultima seduta del Cal, mercoledì scorso. In quella sede i Comuni di Ortona, Atessa e Martinsicuro si sono detti favorevoli al mantenimento delle attuali Province dell’Aquila e di Chieti, con la creazione di una terza Provincia Pescara-Teramo. Il Comune di San Giovanni Teatino ha invece chiesto il mantenimento dell’attuale Provincia di Chieti, o in alternativa la creazione della Città Metropolitana Chieti-Pescara. Il Comune dell’Aquila e il Comune di Lanciano hanno ribadito la loro adesione alla proposta di creare due Province: una L’Aquila-Teramo, l’altra Pescara-Chieti. Da alcuni rappresentanti del Teramano sono emerse perplessità sull’accorpamento all’Aquila, mentre nel corso del dibattito è stata lanciata l’idea (non ancora formalizzata, però) di un’unica Provincia regionale. Il Presidente del Cal, Antonio Del Corvo, ha spiegato che in questo caso il capoluogo, però, sarebbe L’Aquila (tutelata dallo status di capoluogo regionale, prevalente rispetto al criterio del numero degli abitanti), a meno di diversi accordi che dovessero essere raggiunti eventualmente con Pescara.