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Data: 26/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Stipendi più alti, l'Udeur litiga con l'Unione. Di Paolo polemizza con i Ds: basta ipocrisie, andiamo in aula e cambiamo la legge. Fassino ribadisce: ha ragione l'assessore D'Amico è giusto chiedere sacrifici ai politici

L'AQUILA. E' lite nell'Unione sull'aumento, decretato da una legge nazionale, delle indennità dei Consiglieri in carica e in pensione e della giunta regionale. Lo strappo arriva dal capogruppo dell'Udeur, Angelo Di Paolo, che attacca il segretario Ds, Stefania Mistioni, e l'assessore regionale al bilancio Giovanni D'Amico (Ds), sottolineando che hanno assunto «posizioni strumentali».
Di Paolo lancia anche una sua sfida alla maggioranza di centrosinistra per cancellare con una proposta di legge gli aumenti. «Invece di cimentarsi in pericolose fughe in avanti», dice, «che certo non contribuiscono a dare una sensazione di compattezza a questa maggioranza, suggerisco, anziché di limitarsi a semplici articoli finalizzati a quietare la loro coscienza comunista, di presentare una proposta di legge (e se la proposta viene formalizzata dal segretario regionale del partito di maggioranza relativa non può che essere approvata) con la quale si vanno a rideterminare le percentuali. Io, come capogruppo dell'Udeur, sono pronto a sottoscriverla».
Nel sottolineare che la responsabilità dell'aumento non è della Regione «il Consiglio non ha varato alcuna norma», Di Paolo invita quindi a lasciare da parte le ipocrisie e ad eliminare tutti gli sprechi: «agli amici della maggioranza, che non hanno perso l' occasione per fare della demagogia spicciola, ricordo che ben altre sono le cose che indignano i cittadini».
Intanto, la conferenza dei capigruppo all'unanimità, ieri, ha deciso che con un ordine del giorno chiederà ai parlamentari abruzzesi di promuovere un disegno di legge che blocchi la norma o modifichi gli automatismi dell'incremento. L'aggiornamento, che costringe gli uffici regionali a reperire circa un milione di euro (450mila per il 2006 e 450mila per il 2007) non messo in bilancio, è sancito da una norma del '65 che lega l'incremento degli emolumenti di parlamentari e componenti delle assemblee regionali all'aumento del trattamento degli alti magistrati.
Ieri, però a sottolineare come l'assessore D'Amico abbia agito correttamente e nell'interesse dei cittadini è stato il segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, ribadendo il suo giudizio reso noto durante l'intervista pubblicata ieri da il Centro «Sono d'accordo con l'assessore D'Amico», ha sottolineato Fassino ieri all'Aquila, «e cioè la necessità di assumere un provvedimento che i cittadini non comprenderebbero perchè in una fase nella quale si chiede all'intera società italiana uno sforzo particolare per rimettere in moto il Paese, questo passa anche per la richiesta di tassazione ai cittadini. Non si spiegherebbe francamente un incremento di indennità». Critiche, invece, arrivano dal capogruppo Udc, Mario Amicone, che bacchetta D'Amico, e propone: «di bloccare gli aumenti e destinare all'eliminazione dei ticket sanitari».

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