Palermo. Questa mattina l'assessore regionale al Bilancio, Gaetano Armao, comunicherà all'Anav, alla Fittel e ai sindacati i risultati della nuova trattativa al Ministero dell'Economia a Roma, sulla vicenda patto di stabilità. In ballo ci sono i fondi per il trasporto pubblico locale, bloccati da mesi, e quindi la prosecuzione dei servizi da parte delle autolinee private siciliane, che da tempo parlano di una situazione economica gravissima. La settimana scorsa le 73 aziende aderenti all'Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori Sicilia (che contano circa 2.000 dipendenti) hanno sospeso per due giorni i servizi, colpendo soprattutto le corse scolastiche in coincidenza con l'apertura delle scuole. Lunedì scorso i servizi sono ripresi, ma a macchia di leopardo: «E' la dimostrazione - afferma Antonio Natale, direttore Anav Sicilia - dell'impossibilità materiale per alcune imprese di mettere i pullman in strada. Ogni mese bisogna far fronte alle spese per i dipendenti, i fornitori, il carburante, le assicurazioni e i debiti verso le banche. Specialmente le aziende più piccole stanno avendo grosse difficoltà e alcune potrebbero non arrivare a fine mese». La Regione per il 2012 ha stanziato (prima del taglio previsto del 20% della spesa complessiva) 222 milioni di euro. Di questi il 64% è destinato alle aziende pubbliche (Ast e aziende di trasporto urbano), mentre il restante 36%, ovvero 79,92 milioni va ai privati per servizi extraurbani. I soldi vengono trasferiti dall'amministrazione regionale in 4 tranche anticipate per i 4 trimestri (all'inizio di gennaio, aprile, luglio e ottobre). Dei circa 80 milioni per i privati (diventati 56 com il taglio lineare del 20% praticato dalla Regione), le aziende ne hanno ricevuti solo un quarto, quelli relativi al primo trimestre. Mancano quindi all'appello circa 40 milioni, che dall'1 ottobre diventeranno 60, se oggi non ci saranno decisioni nel senso di sbloccare la spesa. Le possibilità in realtà sono poche: da un lato una votazione del Parlamento nazionale per escludere i trasferimenti per il trasporto pubblico locale dal patto di stabilità, in modo da equiparare la Sicilia alle regioni a statuto ordinario (opzione lenta e complicata); dall'altro c'è la speranza che ad ottobre si riaprano parzialmente i cordoni della borsa regionale, con un dirottamento di parte delle risorse rimaste disponibili sul settore. «Attualmente - continua Natale - circa l'80% delle aziende riesce a pagare i dipendenti con ritardi contenuti, con attese non superiori a 30-45 giorni. Ma, se non si porrà rimedio, è una situazione destinata a peggiorare». In questo scenario si inseriscono anche le proteste dei sindacati che nei giorni scorsi hanno chiesto garanzie per gli stipendi dei dipendenti (alcune aziende sono in arretrato anche di 3 mesi). L'obiettivo accomuna titolari d'azienda e rappresentanti sindacali, ma questi ultimi contestano la tipologia di protesta: «Sebbene sia giustificata - analizza Franco Spanò, segretario regionale Filt-Cgil -, si tratta di una serrata in un momento molto delicato come l'inizio delle scuole. Noi invece non abbiamo proclamato nessuno sciopero dei lavoratori». Ma attualmente quali sono le ripercussioni della crisi delle aziende private di trasporto sul servizio? Ad Agrigento i più colpiti sono i servizi extraurbani, il fermo arriva al 100% e vale per l'intera giornata. L'eccezione è costituita da alcune corse esclusivamente sulla tratta Palermo-Agrigento. Nel capoluogo si registrano gravi disagi anche sul servizio urbano. La città di Caltanissetta è senza servizi urbani. Per quanto riguarda il resto delle corse, i servizi extraurbani sono stati bloccati dall'inizio della giornata e fino alle ore 15. Restano coperte soltanto alcune corse (circa il 50%) sulle tratte a lunga percorrenza. A Catania sSalve le corse per e dall'aeroporto di «Fontanarossa». I servizi extraurbani sono stati ridotti del 60% nella fascia oraria fino alle ore 15, mentre nel resto della giornata circola «solo» il 30% di mezzi in meno. Enna è probabilmente la provincia più colpita. Nel capoluogo i servizi urbani sono stati bloccati del tutto, mentre quelli extraurbani sono fermi nella fascia oraria 00-15 e ridotti del 30% nel resto della giornata. Nella città dello Stretto e più in generale nel peloritano non si registrano particolari disagi. A Palermo nessun problema per chi si deve recare all'aeroporto «Falcone-Borsellino». Nel capoluogo i più colpiti sono i servizi extraurbani: nella fascia oraria fino alle ore 15 sono stati ridotti del 90%, nelle altre ore le cancellazioni riguardano il 20% delle corse. Situazione sostanzialmente simile a Ragusa, Siracusa e Trapani e nele rispettive province: sono garantiti i collegamenti da e per gli aeroporti «Fontanarossa» (Ragusa e Siracusa) e «Vincenzo Florio» (Trapani). Gli unici disagi si registrano nella fascia oraria fino alle ore 15, con il 20% in meno di corse.