Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/03/2026
Visitatore n. 752.741



Data: 22/09/2012
Testata giornalistica: La Sicilia
La crisi del tpl - Ditte, autisti, studenti e pendolari la crisi del settore colpisce tutti

Dai mezzi fermi nelle officine ai dipendenti «parafulmine» delle lamentele dei passeggeri, fino agli utenti disperati che occupano le rimesse delle aziende Palermo. La crisi del trasporto pubblico locale colpisce tutti: titolari, dipendenti e utenti. Senza soldi non ci sono i mezzi per elementi essenziali come carburante e forniture: «Andiamo avanti - commenta Franco Zicari, titolare della azienda Salvatore Lumia - con crediti straordinari, forse a fine mese non potremo più continuare. I nostri servizi sono tarati sulla domanda dell'utenza, non è possibile un ulteriore dimagrimento». Infatti le banche, vista la situazione - con i pagamenti da parte della Regione che forse potrebbero slittare al 2013 - hanno chiuso i rubinetti e hanno chiesto alle varie aziende di rientrare dalle scoperture. Ma non è il solo caso. «Se porto un pullman in officina - spiega una titolare - non me lo riconsegnano se prima non pago la riparazione». Stessa musica per il carburante: «Chi non ha un distributore all'interno del deposito - analizza un altro proprietario - è costretto a pagare sull'unghia, quando la prassi era che si regolassero i conti ogni due settimane o a fine mese». Il coro unanime dei titolari è che se non arrivano i fondi, i mezzi potrebbero fermarsi a tempo indefinito, e con loro le stesse aziende. I dipendenti si trovano tra l'incudine e il martello: da un lato patiscono le sofferenze finanziarie delle ditte per le quali lavorano, dall'altra sono il parafulmine delle lamentele dei passeggeri. «Comprendiamo perfettamente - spiega un lavoratore - i disagi dei nostri titolari. Le loro difficoltà economiche si ripercuotono su di noi, visto che si traducono in ritardi sul pagamento degli stipendi». E un altro: «Stiamo cercando di limitare al massimo i disagi, ma i passeggeri sono arrabbiati per le corse saltate e di conseguenza per quelle troppo affollate». Infine pendolari e studenti. I primi due giorni di scuola sono coincisi con il fermo delle autolinee private (assicurano l'80% del servizio), ma ripercussioni ci sono state anche per l'Ast. I comuni minori e quelli più isolati hanno visto gli studenti lasciati a terra, ad esempio nelle Madonie. Qui la Sais non può assicurare le corse scolastiche, e i comuni corrono ai ripari affidando il servizio a ditte locali o invitando i ragazzi ad utilizzare i pullman di linea pagando il biglietto. In alcuni casi è montata la protesta, come a Misilmeri, dove pendolari e studenti hanno preso d'assalto il deposito della Sicilbus che aveva lasciato fermi tutti i mezzi. E se da un lato sono le stesse aziende a comunicare l'impossibilità di effettuare alcuni servizi (un paio di giorni fa è toccato alle autolinee Segesta), a volte i Comuni si muovono direttamente: ad Isnello l'amministrazione - per scongiurare il blocco del servizio scolastico - si è rivolta al Prefetto, alla Regione ed anche al Procuratore della Repubblica di Termini Imerese.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it