MOBILITÀ . Rassicurazioni da Venezia dopo l´allarme lanciato dalla ragioneria provinciale sul «buco» nei finanziamenti .
Gli autobus ad ottobre non si fermeranno. Dopo l´allarme partito dalla ragioneria della Provincia, che definiva «gravissima» la situazione dei finanziamenti regionali al trasporto pubblico, da Venezia arrivano rassicurazioni. I 52 milioni di euro destinati al trasporto pubblico locale, non entrati nelle casse della Regione per la mancata alienazione di immobili, «saranno reperiti», afferma Andrea Bassi, presidente della Commissione viabilità e urbanistica di Palazzo Ferro Fini, «attraverso un´operazione di assestamento di bilancio». Questa variazione, assicura, sarà approvata dalla Giunta «entro fine mese» per poi essere sottoposta all´esame del Consiglio in ottobre. Parte quindi una corsa contro il tempo per colmare il «buco» nel bilancio regionale ed evitare il peggio. A tale proposito Bassi dice di aver avuto rassicurazioni dallo stesso assessore al bilancio Roberto Ciambetti. A destare preoccupazioni era stata una nota della ragioneria dei Palazzi scaligeri in cui, nero su bianco, si sostiene che «la copertura finanziaria è insufficiente a garantire la corretta esecuzione dei servizi» perché «la Regione Veneto non ha, attualmente, la copertura di 52 milioni di euro (su 253 totali stanziati nel proprio bilancio) destinati al finanziamento dei servizi minimi di trasporto pubblico locale, in quanto finanziati da dismissioni di cespiti patrimoniali». Si paventa addirittura la possibilità che, a causa dei mancati introiti, si riesca ad «assicurare la regolare copertura dei servizi solo fino ai primi giorni di ottobre 2012». Non nasconde la sua apprensione il presidente della Provincia Giovanni Miozzi. «Mi auguro che Venezia trovi le risorse necessarie. Come Provincia», sottolinea, «abbiamo fatto il massimo per risparmiare e salvaguardare il servizio anche riducendo, a costo di qualche disguido, le corse durante l´estate. Queste difficoltà sono la dimostrazione che la razionalizzazione serviva a garantire il servizio nei periodi cruciali». Per Massimo Bettarello, presidente dell´Atv, «una riduzione del 20 per cento dei finanziamenti sarebbe una tragedia e la conseguenza sarebbe interrompere il servizio il 1° novembre, ma a questa eventualità non voglio neanche pensare». Bettarello in questi giorni è impegnato, dopo il periodo di sperimentazione, con la messa a punto del nuovo contratto unico dei lavoratori Atv sul quale in azienda non mancano le tensioni: «Alla fine tutti si renderanno conto che sarà migliorativo». Di «allarme ingiustificato» parla invece il direttore di Atv Stefano Zaninelli. «La Regione ha stanziato 253 milioni e l´impegno sarà rispettato, noi garantiremo il servizio. L´allarmismo danneggia gli utenti e l´azienda». Nel mirino del dirigente c´è la dura presa di posizione del Pd contro «l´ennesimo pasticcio di Lega e Pdl». «Preoccupato» si dice anche Massimo Castellani, segretario della Cisl che auspica una maggiore unità sindacale sul nuovo contratto. «Tutti devono rendersi conto della crisi che viviamo e decidersi a partecipare attivamente e non solo in modo conflittuale alla riorganizzazione dell´azienda per contenere la spesa senza perdere posti di lavoro».