L'AQUILA- Poco più di due ore di discussione, poi la decisione di non decidere e di rinviare a mercoledì prossimo la scelta definitiva sulle nuove province dopo i tagli della spending review. Una determinazione ha però adottato il Cal ieri mattina: quella di non chiedere alla Regione di presentare ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge di riordino che lascia all'Abruzzo due sole province, L'Aquila e Chieti, e taglia di fatto Teramo e Pescara per mancanza dei requisiti di estensione territoriale, di popolazione e numero di comuni.
La decisione di rinunciare al ricorso è stata presa a maggioranza: dieci hanno votato a favore, quattro, Di Giuseppantonio, Monticelli, Testa e Brucchi hanno votato contro perché favorevoli al ricorso, gli altri si sono astenuti tra cui il sindaco di Pescara Luigi Arbore Mascia.
La richiesta di rinvio è stata fatta a questo punto dal sindaco di Teramo, Brucchi, che ha detto di essere in disaccordo col voto del Cal e che a suo parere «restava intatta la possibilità di ridisegnare i territori in modo diverso da quelli indicati fino a quel momento». Brucchi ha chiesto altri quattro giorni di tempo per presentare in termini compiuti un proposta che vede l'Abruzzo diviso in tre province autonome: Teramo con annessi i territori aquilani dell'area vestina, L'Aquila e Chieti, con Pescara città metropolitana. «Una proposta- ha poi spiegato- che può essere emendata con un'indicazione subordinata: Teramo e L'Aquila da sole, Pescara e Chieti insieme a formare un'area metropolitana».
Il sindaco Maurizio Brucchi ha ora meno di una settimana di tempo per verificare la fattibilità della sua proposta, perché la scelta definitiva è per mercoledì prossimo. Subito dopo, l'indicazione del Cal sarà inviata al Consiglio regionale per l'ultima verifica prima d'essere inoltrata al governo.
Al momento le proposte di riassetto sono tre: Pescara con Chieti ,con Pescara capoluogo perché è la città più popolosa, e L'Aquila con Teramo. C'è poi l'ipotesi della macroprovincia Chieti-Pescara-Teramo con L'Aquila da sola. Segue una terza possibilità: Chieti e Pescara insieme, e Teramo e L'Aquila da sole.
Il presidente del Cal, Antonio Del Corvo, ha ripetuto anche ieri a margine della seduta che l' «unica scelta possibile è quella delle due province con Pescara e Chieti da una parte e L'Aquila e Teramo dall'altra. Perché -ha aggiunto- sembra la più equilibrata dal momento che è la risultante di un lungo dibattito, e soprattutto non è in contrasto con la legge sulla spending review approvata dal parlamento. Le altre sono ipotesi che al momento non trovano spazio».