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Pescara, 30/03/2026
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Data: 22/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Province, il Cal non decide ma c’è un piano. Rinvio a mercoledì ma il Pdl punta su due circoscrizioni (L’Aquila e Teramo) e un area Chieti-Pescara

PESCARA Il Cal (Consiglio delle autonomie locali) ha rinviato a mercoledì prossimo (riunione fissata a Pescara) la decisione sulla proposta di riordino delle province abruzzesi che la Regione dovrà presentare al governo Monti il prossimo 2 ottobre. La seduta – svoltasi ieri all’Aquila sotto la presidenza di Antonio Del Corvo _una decisione l’ha partorita. Il Cal, infatti, ha bocciato la proposta di impugnare davanti alla Consulta un articolo della legge che dispone la riduzione del numero delle Province in Italia , con 10 voti contrari, 5 favorevoli e 4 astenuti. Fra i contrari anche quelli di alcuni esponenti del Pd, lo stesso partito del sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, che aveva presentato la proposta. A questo fuoco amico potrebbe non essere estraneo il fatto che Monticelli è un sostenitore di Matteo Renzi, alle primarie del partito. Intanto nella miriade di proposte messe in campo va facendosi strada quella sostenuta da alcuni esponenti del centrodestra teramano, che potrebbe imporsi nella decisiva e finale votazione in programma mercoledì a Pescara. La proposta è quella di mantenere due sole Province: quella dell’Aquila (che in quanto capoluogo di Regione non è in discussione) e quella di Teramo rimpolpata da un pezzo dell’attuale Provincia di Pescara per raggiungere le dimensioni geografiche e di popolazione richieste dalla legge. Pescara e Chieti, secondo questa proposta andrebbero, invece, a costituire insieme una sorta di città metropolitana . A questa indicazione è contrario il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia (Pdl). «Pescara », dice Mascia, «continuerà a difendere la propria ipotesi di accorpamento e di costituzione della Provincia Appennino-Adriatica con la fusione di Pescara con Chieti e Teramo, una proposta che ha una ratio ben precisa, ovvero mira all’accorpamento per aree omogenee dei nostri territori, da una parte la fascia montana, dall’altra quella costiera, creando un unico grande territorio che avrà un ruolo di polo d’attrazione per il traffico merci e quello turistico, dotato di ogni genere di infrastruttura, soprattutto un territorio forte dal punto di vista economico potendo contare sulla presenza di qualunque genere di attività imprenditoriale. E soprattutto tale soluzione andrebbe a scongiurare il pericolo di un esodo di massa di decine di piccoli comuni del teramano verso le Marche, paradossalmente più vicine dal punto di vista puramente chilometrico rispetto all’Aquila stessa».

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