Interrogatorio in procura, davanti al pubblico ministero Mirvana Di Serio, per i tre componenti della commissione Asl finiti sotto inchiesta per abuso d'ufficio in quanto sospettati di aver favorito, nel concorso per dirigente medico nella disciplina di igiene, epidemiologia e sanità pubblica, la dottoressa Graziella Soldato, moglie del presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano.
In un primo momento il presidente della commissione, Antonio Caponetti, e i due componenti, Carla Granchelli e Giancarlo Diodati, convocati dal magistrato per essere ascoltati in vista della chiusura dell'inchiesta, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere e quindi il pm aveva firmato per tutti e tre l'avviso di conclusione delle indagini. Ma proprio a seguito di questo passaggio formale, i tre hanno chiesto di essere ascoltati, così come prevede la legge. «Avevamo solo necessità - spiega il loro avvocato Federico Squartecchia - di prendere visione delle carte del fascicolo. Una volta esaminate, abbiamo chiesto di essere interrogati e ritengo che tutti abbiamo chiarito la loro posizione al magistrato».
In particolare dovevano spiegare due aspetti della vicenda che vengono peraltro riportati nel capo di imputazione. Il primo punto riguarda l'assenza, agli atti del fascicolo concorsuale, della dichiarazione di non incompatibilità che nessuno dei tre componenti ha ritenuto di sottoscrivere nonostante sia prevista dalle norme e comunque sia prassi consolidata per tutti i concorsi che fino ad oggi ha bandito la Asl pescarese. Una dichiarazione che secondo l'accusa si rendeva necessaria visti gli stretti contatti e rapporti che la candidata, poi risultata vincitrice del concorso, avrebbe avuto con tutti e tre i commissari. Lo dicono i tabulati telefonici dai quale emerge che proprio in prossimità della data del concorso e addirittura lo stesso giorno della prova, la candidata avrebbe avuto ripetuti contatti telefonici e attraverso messaggini, con i tre commissari e in particolare con la Granchelli che con la Soldato aveva una conoscenza più approfondita. Granchelli era stata infatti la relatrice della tesi di specializzazione della Soldato e dunque non poteva non dichiarare questa sua incompatibilità. E la Granchelli avrebbe ricevuto telefonate dalla Soldato anche nella stessa giornata della prova d'esame e il giorno della stesura della graduatoria di merito. Adesso il pm Di Serio dovrà decidere se prosciogliere i tre o proseguire con la richiesta di rinvio a giudizio e passare la decisione al gup.