Blitz dei lavoratori del dopo terremoto durante la visita del ministro ai cantieri del centro storico consegnato anche un documento con tutte le richieste: «Vogliamo essere tutelati»
L’AQUILA I precari della ricostruzione tornano all'attacco per difendere i loro posti di lavoro contro il cosiddetto «concorsone» che, essendo una selezione pubblica aperta a partecipanti di tutto il Paese, potrebbe escluderli. Un gruppo di lavoratori ieri ha «inseguito» il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, in visita insieme al ministro per i Beni e le Attività culturali, Lorenzo Ornaghi, ai cantieri degli edifici pubblici in centro storico. A Barca i precari hanno consegnato un documento ed esposto, in 20 minuti di fitto colloquio in piazza Santa Maria Paganica, tutte le loro preoccupazioni, cercando anche di portare soluzioni al ministro per intervenire sul bando e aprire un varco maggiore ai precari della ricostruzione. Ma il ministro non ha indietreggiato di un passo: il concorso si farà così come stabilito, non saranno aggiunte altre tutele oltre quelle già contemplate: è prevista una riserva del 50% al personale che ha lavorato almeno un anno nell'ambito dei processi di ricostruzione nei vari enti e Comuni del cratere con un formale contratto di lavoro. Inoltre sono stati esclusi quiz lontani dalle materie inerenti alla ricostruzione. Il ministro ha un unico obiettivo: «Assicurare la più alta qualità possibile alla ricostruzione dell'Aquila», ha detto ieri ai lavoratori, ricordando che il concorso per la ricostruzione della città rientra nella «nuova politica economica e del lavoro avviata dal governo». Dunque: lotta al sistema vecchio e anomalo del lavoro precario italiano. «Io avrei potuto trincerarmi dietro un “ah, io l'avrei fatta volentieri la stabilizzazione!”, invece no», ha detto Barca. I precari hanno chiesto di capire perché sia stata smantellata «questa macchina che funzionava». Ferma la risposta di Barca: «Il motivo riguarda il rispetto della Costituzione, che stabilisce che le persone che in questo Paese accedono a un posto permanente nella Pubblica amministrazione devono essere selezionate attraverso un concorso pubblico aperto a tutti». Quando i lavoratori hanno ricordato al ministro che «sulla questione della preselezione c’è stato detto che era un passaggio obbligatorio, ma noi abbiamo trovato dei concorsi dove per le categorie interne era previsto il salto della preselezione», il ministro ha risposto che «la giurisprudenza è cambiata» e che «il concorso senza preselezione sarebbe stato impugnato». Barca ha poi sottolineato che «il governo ha preso di mira l’anomalia del mercato del lavoro precario. Ci sono situazioni gravissime. Questo governo vi ha posto rimedio e non possiamo pensare che adesso, nel risolvere il problema della ricostruzione, non rispettassimo questo obiettivo. La risposta che si dà ai precari dell'Aquila dev’essere la stessa che si dà ai precari di tutto il Paese».