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Data: 23/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
«Dimostrerò la mia innocenza e poi farò pulizia nel partito» Parla Fiorito: il Pdl, i fondi regionali e gli amici veri «Restituirò tutti i soldi al nuovo capogruppo Colosimo»

Non pensate che sia facile rintracciarlo. E il soprannome Batman che gli hanno affibbiato non c’entra. Anche perché, sinceramente, col pipistrello c’è poco da spartire se non l’amore per la notte. Il Fiorito-pensiero è sempre stato questo. Il telefono squilla. Può squillare per ore. Settimane. Rientra nel personaggio. L’uomo esagerato. Quello che se ne frega. Che non conosce le mezze misure. Quello che parla. E parla. E parla ancora. E dice quello che vuole. Che sparisce con la disinvoltura di un prestigiatore, e poi riappare in seconda serata su Rai Uno nel salotto più famoso della televisione. «Col record di ascolti», tiene a precisare. Va tutto bene, ma non toccategli il telefono. «A dire il vero non ho mai risposto tanto al cellulare come in questi giorni. Sembra strano ma è così». Una cosa è certa. Al di là delle cene e delle vacanze, del lusso sfrenato, dei nomignoli e dello champagne, non sono stati giorni semplici. Nemmeno nel suo regno anagnino. Come li ha passati Fiorito? «In campagna. Tranquillo. Circondato dagli amici veri, che non mi hanno abbandonato. Mai. Tante chiacchierate, qualche sigaro e la voglia di spiegare quello che stava accadendo. Di raccontare la verità. La verità vera. C’è sempre stata la volontà di fare chiarezza. Se ne sono dette di tutti i colori, ho sentito cose esatte ma anche enormi falsità». E conoscendola starsene zitto non deve essere stato facile. Il ciociaro maneggione additato da tutti... «Invece sono rimasto davvero sorpreso della solidarietà. Dei compagni di partito ma anche di tanti colleghi dell’opposizione. Ho ricevuto migliaia di messaggi». Ma adesso qualcuno comincia a sgomitare per scendere dal carro... «Vorrà dire che me ne farò una ragione. Ma posso assicurare che sono una minoranza. In questi momenti ti importa solo delle persone alle quali tieni di più. L’affetto che hanno dimostrato i miei concittadini è stato grande. Il sindaco di Anagni, i consiglieri comunali...». Tanto sostegno, quindi. Anche da parte dell’ex presidente della Regione Storace? Nei giorni scorsi non è sembrato morbidissimo... «È un amico. Ci siamo sentiti. Non c’è mai stato alcun problema». Le beghe interne, lo scontro tra ex An ed ex Forza Italia, le dichiarazioni di Alfano, le battutacce, le accuse. E poi gli intrecci, gli equilibri che saltano, Tajani, la Meloni, Alemanno. Adesso pure la Corte dei conti. Diciamocelo, il Popolo della libertà non ne esce benissimo. E tra poco ci saranno appuntamenti elettorali importanti. Cosa succederà? «È una fase molto delicata. Il partito sta aspettando». E Fiorito? Lascerà la politica? «Non ci penso proprio. Anzi. Mi sono sospeso». Che vuol dire anzi? «Vuol dire che prima di tutto dovrò dimostrare che quello che ho fatto l’ho fatto regolarmente. È la cosa più importante. La mia battaglia, domani, sarà all’interno del partito. Perché il Popolo della libertà non può avallare lotte fratricide come quelle alle quali abbiamo assistito in questi giorni. E poi all’esterno, in campagna elettorale. Quello che è accaduto è un danno gigantesco per il Pdl. E mai come ora è necessario fare un po’ di pulizia. Non è possibile tollerare che un collega si rivolga alla procura». E i soldi che adesso è pronto a restituire? «Sono disposto a consegnare i circa 400.000 euro di fondi del gruppo Pdl trasferiti sul mio conto al nuovo capogruppo Chiara Colosimo. Non l’ho fatto per Battistoni perché non l’ho mai riconosciuto come capogruppo. A Chiara Colosimo, invece, consegnerò tutto il denaro dei fondi destinati al gruppo ancora in mio possesso». A proposito di Battistoni. Dopo l’interrogatorio fiume dei giorni scorsi, domani, nel quadro degli accertamenti avviati in seguito alla pubblicazione on line delle spese sostenute del suo successore ci sarà una nuova audizione, a Viterbo... «Sì, ma sarò ascoltato semplicemente come persona informata dei fatti. Tutto qui». Le voci sulla rincorsa a quella che fino a poco tempo fa è stata la poltrona di Fiorito, quella di coordinatore provinciale del partito a Frosinone, o addirittura l’ombra del commissariamento, non lo scalfiscono più di tanto. Come sempre. La verità è che c’è ancora molto da raccontare. E per parlarne ci sarà tempo. Magari a cena. Senza ostriche, per carità. Anche perché... «Sono allergico, l’ho già spiegato». E allora vada per il timballo anagnino...

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