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Data: 23/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Funivie: è scontro sul progetto. L’associazione “Roccarasoè”: il raccordo Castel di Sangro-Aremogna è una cattedrale nel deserto

ROCCARASO L’offerta turistica di Castel di Sangro deve essere inserita «integralmente nell'offerta che Roccaraso e gli Altopiani Maggiori d'Abruzzo offrono da più di cent'anni». Con queste parole il presidente dell'Associazione culturale Roccarasoè, Cristian Di Sanza, commenta l'approvazione da parte del Comune sangrino, del progetto di realizzazione di tre impianti funiviari di collegamento tra la stazione di Sant’Ilario, lungo la statale 17, e il bacino sciistico dell'Aremogna. Un progetto milionario che, inserito dalla giunta regionale nell'ambito del piano di rimodulazione del Par-Fas, costerà circa 26 milioni di euro. «Si tratta di un'opera», aggiunge Di Sanza, «che diventerà una cattedrale nel deserto, una decisone presa in gran segreto alla faccia del fare sistema tanto sbandierato, alla faccia del territorio circostante, alla faccia delle altre amministrazioni dell'Altopiano delle Cinque Miglia, ma soprattutto alla faccia del paesaggio, delle montagne e della stessa fauna. Rimaniamo basiti», scrive ancora il presidente Sanza che lancia un appello a sindaci e Regione affinché impediscano l'iniziativa, «dal fatto che la Regione dopo i fondi per i Mondiali di Sci – ben 8 milioni – abbia deciso di investire altri 26 milioni di euro». La protesta coinvolge anche l'opposizione roccolana. Su Faceboock, infatti, il consigliere di minoranza, Antonio di Gioia, scrive: «Impediremo la realizzazione di questo progetto con ogni mezzo e forza. Combatterò affinché Roccaraso non venga esclusa con un collegamento funiviario tra Castel di Sangro e il bacìno dell’Aremogna.

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