“E’ un disastro totale” è il primo commento del segretario provinciale Cgil, Giampaolo Di Odoardo. Quando legge le cifre dell’ultimo report si mette le mani nei capelli. Solo nel mese di agosto, a Teramo, le ore di cassa integrazione, tra ordinaria, straordinaria e in deroga, ammontano a 7.784.188 ore (19,4 milioni dall’inizio dell’anno). In Abruzzo seguono Chieti con 7.239.965 ore, L’Aquila con 4.168.912, e Pescara 2.557.866. Ma ciò che fa sobbalzare dalla sedia la Cgil sono i dati sulla Cigs (Cassa integrazione straordinaria) in pratica l’anticamera del licenziamento, che sempre a Teramo ammontano a 4.643.959. Per fare un paragone Chieti e L’Aquila seguono a 1,1 mln di ore. Dati che fanno diminuire la capacità di spesa perché, secondo i calcoli Cgil, ogni anno il Teramano in questo modo perde 40 milioni di euro di salario e di ricchezza: un colpo duro alla nostra economia.
«Abbiamo bisogno che le luci delle nostre fabbriche rimangano accese» è l’appello che viene da viale Crispi. E se il premier Monti asserisce sui quotidiani che s’intravede la luce nel tunnel, Di Odoardo la prende ancora per quella dell’inizio. La situazione peggiora anche in virtù del 67, 8% dei pensionati teramani che prendono 750 euro di pensione e della perdita di 10 mila posti di lavoro tra cassa integrazione e licenziati. Per la Cgil molte responsabilità sono da addossare alla politica abruzzese, perché mentre a soli pochi chilometri da qui, nelle Marche, il governatore Spacca «si dà da fare e ottiene 16 milioni di euro di incentivi e gira il mondo trovando risposte nei mercati esteri, qui da noi l’assessore alle attività passive Paolo Gatti non compare, come d’altronde tutti i nostri politici regionali, provinciali e perfino comunali, perché si diano seguito agli accordi presi con una firma al Ministero». I fondi Fas sono arrivati, sono nel bilancio della Giunta regionale, possono essere usati subito per le aree di crisi, fa capire la Cgil. Come ci sono i 7 milioni di euro da spendere entro Febbraio 2013: «Confindustria la coglie quest’occasione invece di polemizzare con noi?».