Auto bianche introvabili in centro e a Porta nuova
Avete mai provato ad aspettare un taxi a Pescara su una delle stazioni create anni fa nel centro città? Chi lo ha fatto saprà bene che, senza telefonare al radiotaxi, non c’è speranza di avere un passaggio. I pescaresi, pian piano, si sono abituati; ma i turisti, specie se stranieri, o gli uomini d’affari che frequentano la città rischiano di passare ore sotto la palina con la scritta Taxi, che in ogni angolo del mondo indica una stazione dove le auto pubbliche, appunto, vanno e vengono con una certa frequenza.
Tutto il mondo tranne Pescara, che in fatto di auto bianche continua a rappresentare un’anomalia. Quando furono installate, nel 2009, le sette postazioni taxi sparse a macchia sul territorio, furono annunciate come una grande rivoluzione. Nello specifico, i punti erano: stazione centrale, aeroporto, piazza Primo maggio (zona di riferimento dei principali hotel), viale Pindaro (in prossimità di piazza Accademia, tra università e tribunale), Rotonda Paolucci, piazza Le Laudi e piazza Unione (porta di accesso alle strade della movida). La prima a saltare è stata Rotonda Paolucci, postazione scomparsa con l'arrivo della fontana. Ma le altre? Perché è possibile trovare un taxi solo alla stazione o all'aeroporto? «In realtà qui di fronte si vedono passare dei taxi, anche senza bisogno che siano contattati da noi - spiega il concierge dell'hotel Esplanade -, soprattutto durante le prime ore della mattina». Diversa è la situazione negli altri stalli: «Il problema è molto ampio - commenta Christian Summa, presidente del consorzio Pescara vecchia - e non riguarda solo i visitatori. Circa tre anni fa, infatti, noi operatori del centro storico chiedemmo che oltre ad istituire stalli per il carico e scarico, fosse anche realizzata una postazione taxi. Sulla carta adesso c'è, ma in sostanza non funziona e ogni volta che un mio cliente ha avuto bisogno di un passaggio ho dovuto fare io stesso ricorso al radiotaxi». Secondo Summa, poi, bisognerebbe rispolverare la proposta che circolava a palazzo di città qualche mese fa, che prevedeva nei week end un servizio taxi a costo fisso di 10-15 euro.
Un servizio che, in realtà, i tassisti si dicono ben disposti a offrire, come d'altronde, sarebbero pronti a stazionare nelle postazioni a loro riservate. «La verità è che quelle postazioni taxi non sono a norma - spiega Michele Giovanetti, presidente del Cotape -. Infatti, in molti dei casi citati, non c'è segnaletica verticale, ma solo orizzontale, e questo non ci dà il diritto ad un posto riservato. Così ci ritroviamo a dover litigare con automobilisti in sosta, con clienti esasperati e con i vigili, dato che in realtà, senza cartelli, siamo nel torto». Ai tassisti, sostiene ancora Giovanetti, «converrebbe poter stazionare in punti come piazza Unione o viale Pindaro, ma è impossibile e, quindi, continuiamo a fare del nostro meglio grazie al radiotaxi». La conferma che il servizio taxi, in effetti, non sia poi così scadente a Pescara, arriva da un'utente: «Dopo la chiamata, arrivano in pochi minuti - spiega una signora a bordo di un taxi -, sono cortesi e, quando si tratta di donne sole, aspettano anche che rientrino in casa». Dunque, sembrerebbe proprio che il problema potrebbe essere facilmente risolvibile. «Ho già chiesto più controlli, in tal senso, alla polizia municipale - fa sapere il vicesindaco Fiorilli - e fra dieci giorni, durante la prossima commissione taxi, solleverò la questione in modo da poterci vedere più chiaro».