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Pescara, 26/03/2026
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Data: 23/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Crisi in comune - Udc divisa su Serraiocco, c’è aria di crisi in giunta. Il gruppo si spacca sulla sospensione dell’assessore

Adesso è il caos nella giunta del sindaco Albore Mascia. Ma anche nell'Udc, il partito di Vincenzo Serraiocco, si registra un certo nervosismo che rompe la fragile tregua sancita sei mesi fa. L'assessore alla difesa della costa, piano regolatore portuale, risanamento del fiume e altre deleghe acquatiche, naviga in un mare in tempesta dopo le accuse di corruzione aggravata formulata dalla procura per la vicenda della Pescara calcio. Lui su invito del partito la mossa l'ha fatta: consegna delle deleghe, che il sindaco ha già fatto sue, autosospensione dell'indennità di assessore ma nessuna dimissione. Insomma, resta in giunta in attesa di chiarire la sua posizione davanti al magistrato. Né il sindaco, come sarebbe suo potere, pensa di mandarlo a casa. Il pasticcio arriva dalla nota del comitato provinciale dell'Udc che in qualche modo critica la linea dura dettata da Roma: sospensione immediata di Serraiocco. Per non parlare di quei messaggi espliciti al sindaco: pronti ad uscire dalla maggioranza per garantire solo l'appoggio esterno.
Gran parte del gruppo Udc: dal presidente dell'assemblea civica Roberto De Camillis al suo predecessore Licio Di Biase, ad Andrea Salvati non ha però gradito questa posizione. E si tratta di tre consiglieri comunali su cinque, in disaccordo con la linea del comitato provinciale che secondo alcuni sarebbe stata ispirata dal capogruppo Vincenzo Dogali e dall'altro consigliere, Vincenzo Di Noi. Licio di Biase commenta così: «Quello che so l'ho letto solo dai giornali, nessuno ci ha convocati (accusa velata al segretario provinciale del partito Antonello De Vico) ma la mia posizione è che una decisione politica, a questo punto, può essere presa solo dalla direzione nazionale».
Piuttosto contrariato per come è stata gestito il caso Serraiocco anche il consigliere di amministrazione della Rai, Rodolfo De Laurentiis a cui non sarebbero affatto piaciute le critiche indirizzate ai vertici nazionali del suo partito. Ma dopo le vicende della Lombardia e del Lazio, con l'antipolitica che soffia nel paese, sembra che la parola d'ordine venuta dal segretario Cesa e dal presidente Casini sia una sola: sbarazzarsi degli intoppi appena si presentano.
Nella morsa della tenaglia c'è soprattutto il sindaco Albore Mascia. L'ultima tregua nella sua maggioranza ha retto da dicembre ad oggi, dopo i vari rimpasti in giunta sollecitati in questi tre anni di legislatura da Pescara futura e dalla stessa Udc, con conseguente blocco dell'attività amministrativa. Ora il nuovo scoglio si chiama Pescara parcheggi, la società interamente partecipata dal Comune. Per sanare i suoi conti in rosso è necessaria una manovra di bilancio iscritta all'ordine del giorno del consiglio comunale di domani e i messaggi che arrivano dai banchi del partito di Dogali non sono da prendere sotto gamba.

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