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Data: 23/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Landini e il rebus Sevel «Oggi bene, futuro grigio»

Codagnone: «Contratti di solidarietà nel 2013»

VASTO - «Alla Sevel i livelli produttivi reggono ancora, certo, ma è lo scenario di domani che ci preoccupa. L'accordo Fiat Psa scadrà nel 2016 o al più tardi l'anno dopo, ma di certezze ancora non ve ne sono». Dall'incontro nazionale dell'Italia dei Valori a Vasto, il segretario della Fiom, Maurizio Landini, rilancia l'allarme sul futuro della più grande fabbrica di furgoni d'Europa, 6000 dipendenti in Val di Sangro. Lo fa nel giorno del vertice a Palazzo Chigi tra il premier e i vertici del Lingotto e proprio alla Fiat Landini chiede fatti concreti, a partire dal grande stabilimento di Atessa: «Il punto - dice il capo delle tute blu della Fiom - non è capire cosa succederà da qui ai prossimi mesi, ma il nodo vero, piuttosto, è chiarirsi le idee su ciò che si metterà in cantiere in un arco di tempo di 10, 15 anni. Il 2016, per Sevel, è ormai dietro l'angolo e nessuno ci ha ancora detto che succederà con la fine del patto tra Fiat e francesi. Ecco perché Torino deve dire adesso quali saranno gli investimenti per Atessa, perché dietro Sevel si regge tutta o quasi la metalmeccanica del Chietino. In questo senso - aggiunge Landini - per l'Abruzzo vale il discorso nazionale. Sappiatelo: il futuro di Sevel è strettamente legato al futuro complessivo dell'auto in Italia. Mollare adesso sarebbe un arretramento totale, imperdonabile».
Mentre Sergio Desiati, operaio vastese, si fa autografare con dedica il libro di Landini, Mario Codagnone, segretario provinciale di Chieti della Fiom prosegue l'analisi. E la rafforza: «L'accordo di Valencienne con Psa è al capolinea e il territorio vuole risposte. Prendiamo la cassa integrazione di una settimana decisa per ottobre: la Sevel aveva detto che sarebbe stata di un giorno appena, mentre ora scopriamo che sarà di una settimana. Vogliamo capire se si è trattato di una scelta strumentale, perché le date non mi convincono: dal 29 al 5 novembre prossimi. Così gli operai perderanno la festività in busta paga». Il 28 settembre prossimo la Fiom Cgil riunirà frattanto il direttivo per fare il punto sullo scenario provinciale. A sentire Codagnone un panorama da brividi: «Molte aziende, quasi tutte - dice - a fine anno avranno completato la cassa integrazione e per altre questa scadrà a metà 2013. L'antidoto anti crisi è al momento il ricorso ai contratti di solidarietà. Dopo la Samputensili di Ortona e l'Air Tecnich, molte altre sono in affanno: penso alla Robotec e alla Girsud di Gissi, la Sidervasto di Punta Penna, la Cimacosmos di San Salvo, dove è fallita la Orlandi (impiantistica) rilevata dalla Gomez. Nel Chietino gli addetti del metalmeccanico sono circa 20 mila, ma non esagero se penso che, nei prossimi mesi, tra i 1000 e i 2000 non dormiranno sonni tranquilli». Scenario da brividi, appunto.

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