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Data: 24/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Funivia per collegare l’Aremogna il parco contro la maxi opera

CASTEL DI SANGRO - Il progetto preliminare di circa 26 milioni di euro per realizzare un impianto funiviario di collegamento tra la variante della statale 17, la Ferrovia dello Stato e il bacino sciistico Piano Aremogna, deliberato dal comune di Castel di Sangro, non è condiviso da molti sindaci del territorio. Al coro di disaccordo si unisce anche l’ente Parco d’Abruzzo che una volta approfondito il progetto si esprimerà in merito alla questione. Nell’atto viene specificato che il prospetto è inserito fuori da aree protette, Parchi, Sic e Zps, senza interferire con previsioni preclusive del Piano Paesistico esistente, ma il tutto necessita di una attenta valutazione. L’opera da finanziare con il Par Fas Abruzzo 2007-2013, è stata appunto deliberata nei giorni scorsi dal comune castellano e sembra riportare indietro la memoria al piano infrastrutturale di Monte Greco, Docup 2000- 2006, fallito poiché in contrasto con la normativa europea dei Sic. Probabilmente si tratta di una rimodulazione, perché l’asse in questione è sempre trasporti e viabilità, ma attingendo ai Fas. Il progetto contestato consentirà l’implementazione del sistema trasporti dei comprensori dell’Alto Sangro con la Val di Sangro, Valle Peligna, Valle del Sagittario e Parco d’Abruzzo. L’amministrazione comunale castellana, approvando il progetto, a quanto pare avrebbe preso in considerazione i pareri formalizzati dai vari Comuni nell’anno 2006, all’epoca del Docup. Ma da allora molte situazioni sono cambiate, così come il giudizio dei sindaci. E su questo batte i pugni il presidente dell’associazione «Roccaraso è», Cristian Di Sanza. «Trovo fuori luogo l’approvazione in forma preliminare da parte della sola giunta comunale di Castel di Sangro - dichiara Di Sanza - è l’ennesimo esempio di un modo di fare politica senza coinvolgere il territorio e soprattutto spendendo 26 milioni di euro dei fondi Fas per un opera che risulterà una cattedrale nel deserto, una decisone presa in gran segreto. Rimaniamo basiti dal fatto che la Regione dopo i fondi per i Mondiali di Sci, ben 8 milioni, abbia deciso di investire altri 26 milioni di euro in un operazione che non avrà nessuno vero beneficio per il territorio».

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