Iscriviti OnLine
 

Pescara, 26/03/2026
Visitatore n. 752.647



Data: 24/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Denaro a pioggia mentre tagliavano ospedali. Dal 2011 distribuiti 13 milioni, introdotti i ticket per i disabili

ROMA - Chissà cosa pensano i pazienti che anche per cinque notti restano bloccati sulle barelle degli ospedali romani perché la Regione Lazio, a causa dei debiti, è stata costretta a tagliare 2.800 posti letto nel 2010, di quello che sta emergendo in questi giorni. Del fatto che la stessa Regione, per la precisione il consiglio, nel 2011 ha generosamente distribuito 13 milioni di euro ai gruppi, ai partiti. I numeri sono perfino più impressionanti delle vacanze nei resort e delle cene con ostriche e champagne: a fine 2011 la Regione dà il via libera agli aumenti, di circa il 15 per cento, dei biglietti dei treni regionali; c’è la crisi e i pendolari devono pagare, pure salato, un servizio che non è certo inappuntabile; contemporaneamente, a inizio 2012, il consiglio regionale decide che ai partiti non bastano 13 milioni, meglio aumentare e salire a 18, dieci volte di più di quanto avveniva in epoca Marrazzo.
È come se esistessero due Regioni Lazio: ce n’è una che tira la cinghia, abbassa da 1.400 milioni di euro a 850 in tre anni il disavanzo della sanità, imponendo per raggiungere questi obiettivi una cura pesante, fatta di tagli dei posti letto e chiusura dei piccoli ospedali: ai cittadini che protestano, si spiega che i conti sono in rosso, tutti dobbiamo fare sacrifici, diamine. C’è un’altra Regione Lazio, soprattutto quella di via della Pisana dove ha sede il consiglio, che non può rinunciare alle auto blu, magari più di una, a un vertiginoso incremento dei soldi a disposizione di Fiorito, ex capogruppo del Pdl, e degli altri, con un meccanismo folle, in cui di fatto nessuno controlla come vengano spese queste cifre. Convegni più o meno indimenticabili, cenoni in riva al lago, non bene precisate iniziative politiche, rimborsi chilometrici per consiglieri che pure guadagnano dodicimila euro al mese e non dovrebbero avere tutto questo bisogno di un ulteriore aiuto economico.
Allora seguiamole queste due Regioni parallele, quella dei sacrifici (per i cittadini) e delle spese folli (per i politici). A fine dicembre 2011 viene votata dalla maggioranza una manovra finanziaria molto dolorosa, che deve prendere atto dei tagli decisi dal governo. Alcuni esempi: riduce i fondi per i trasporti (ad Atac, l’azienda dei trasporti romani, non più 305 milioni di euro, ma solo 188 milioni, a Cotral, trasporti extraurbani, riduzione da 233 a 208 milioni). Sacrifici vengono chiesti agli assessorati: alla Cultura, ad esempio, si passa da 85 milioni a 47 milioni di euro. Non bastasse, i consiglieri regionali, anche quelli che trovano normale compilare rimborsi spese che farebbero impallidire un oligarca russo, alzano la mano e dicono sì a una manovra che aumenta del 10 per cento il bollo auto e che, anche a causa della manovre del governo, conferma l’aliquota Irpef a un livello record, 1,73. C’è la Regione Lazio che, ricordiamolo in sintesi, nel 2009 dava ai gruppi 980 mila euro, nel 2010 è passata a 2 milioni, nel 2011 a 13, nel 2012 a 18, concedendo ampia libertà di spendere quei soldi nei modi più fantasiosi; e c’è la Regione Lazio che, impegnata nel piano di rientro dal maxi debito della sanità, è stata costretta a introdurre il ticket anche per i disabili nel 2011. Come mai coloro che vivevano e si arricchivano nella Regione Lazio 1 (quella delle spese folli) non provavano qualche disagio di fronte ai sacrifici che imponevano ai cittadini in carne e ossa della Regione Lazio 2 (tagli agli ospedali, incremento delle tasse, aumenti dei biglietti dei treni)?

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it