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Data: 24/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Di Pietro: «Siamo una forza di governo»

Il leader Idv a Vasto cambia rotta e corteggia Bersani, ma il Pd chiude. Bindi: «No a chi attacca Monti e Napolitano»

ROMA Prova a togliersi l’abito dello “sfasciacarrozze” e assicura che l’Idv vuole essere un partito di governo. Chiama sul palco De Magistris e Pisapia per una “foto” con i sindaci del centrosinistra, che potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo cammino, e lancia l’ennesimo, disperato, appello al Pd. Poi, dopo averlo a lungo corteggiato senza successo, scarica Beppe Grillo. Antonio Di Pietro chiude a Vasto la festa del partito, annuncia che dopo le elezioni politiche del prossimo anno il suo nome sul simbolo del partito sarà sostituito dalla parola «Europa», e prova ad uscire dall’angolo in cui si è cacciato dopo mesi e mesi di muro contro muro con Bersani. E la sfida, questa volta, si gioca sul terreno del lavoro. «Di opposizione si muore mentre noi vogliamo essere una forza di governo e non perché amiamo le poltrone. Vogliamo costruire una politica alternativa non solo a quella di Berlusconi ma anche a quelle di Monti» spiega Tonino, che annuncia la disponibilità a costruire un programma anche con dei compromessi ma non rinuncia a fare pressing sul Pd: «Basta nascondervi dietro al dito. Non serve a nulla continuare a ripetere che noi abbiamo offeso il capo dello Stato. Questo non è vero e voi lo sapete bene. Vogliamo solo la verità sulla trattativa Stato-mafia». Alla disperata ricerca di nuovi alleati, il leader Idv ribadisce davanti al suo popolo che la proposta di dialogo con il Pd non è né un passo indietro né una resa e mette in guardia Bersani dai suoi possibili compagni di viaggio: «Se il Pd si alleerà con l’Udc correrà il rischio di rimanere cornuto e mazziato perché Casini non si allea con il Pd ma con chi va al governo». E Beppe Grillo? «Ora fa quello che io già facevo 10 anni fa... Ma in questi anni ho imparato che oltre alla protesta si devono anche trovare delle soluzioni concrete. Protestare è facile, governare è molto più difficile» risponde Di Piertro, che prende le distanze dal comico genovese e spiega che il Movimento 5 Stelle «si argina soltanto dando risposte alle persone arrabbiate». Le avances di Tonino, comunque, non fanno cambiare idea ai vertici del Pd. Rosy Bindi annuncia che non si candiderà alle primarie ma, in cambio, pretende un «cambio di passo» da Bersani («Siamo disposti ad appoggiarlo a condizione che al centro del dibattito ci siano i problemi dell’Italia») e pianta robusti paletti sulla strada delle alleanze: «Chi ogni giorno denigra il capo dello Stato e dice che vuole stravolgere l’agenda Monti, crea qualche problema...». A chiudere la porta a qualsiasi ipotesi di accordo è anche il vicesegretario del Pd, Enrico Letta: «Di Pietro a Vasto conferma la distanza incolmabile che esiste con il Pd».

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