Il bar-ristorante, dove abitualmente si acquistano i titoli, è chiuso per ferie e la macchinetta automatica è andata in tilt-
Teramo. Chiude per ferie un bar ristorante. Impossibile a Teramo acquistare i biglietti per il treno. Una vicenda a dir poco incredibile e che testimonia ancora una volta lo stato di abbandono in cui continua a versare la stazione ferroviaria. Una stazione dove da tempo immemorabile non esiste più una biglietteria, mai ripristinata nonostante le quindicimila firme raccolte a suo tempo da un «volenteroso» teramano. Di norma i biglietti si acquistano presso il bar ristorante Capolinea che però in questo periodo è chiuso per ferie. La macchinetta automatica che avrebbe dovuto assicurare il servizio è andata quasi subito in tilt. Per fortuna le centinaia di pendolari tra (cui moltissimi studenti universitari) che usufruiscono quotidianamente del trasporto su rotaia hanno potuto giovarsi dell'atteggiamento comprensivo del personale viaggiante di Trenitalia. «Ma Teramo - interviene Pasquale Di Ferdinando, responsabile di Federconsumatori - non è una stazione qualsiasi. E' una città capoluogo di provincia ed è capolinea di un sistema ferroviario abruzzese su una tratta strategica del trasporto su rotaia. Eppure sembra essere ai confini del mondo». La macchinetta automatica deputata a sostituire il servizio di biglietteria è andata in tilt, come abbiamo già accennato, dopo la momentanea chiusura del bar ristorante. «Non ha dato più i biglietti, non ha dato più il resto, non ha coperto altre esigenze - continua la nota di Federconsumatori - E questo è accaduto nel pieno della campagna anti-evasione sostenuta con grande sostegno dei mezzi mediatici da parte di Trenitalia». In Abruzzo c'è stato anche l'aumento dei biglietti con un mese di anticipo rispetto a quello decretato a livello nazionale. «A fronte dell'aumento ci doveva essere un miglioramento del servizio - insiste Pasquale Di Ferdinando - ma sotto quest'aspetto non c'è stato proprio un bel nulla. Anzi, abbiamo ricevuto una lunga serie di proteste sui ritardi dei treni a causa della rottura dei convogli, sui monitor non funzionanti (ad esempio quello di Giulianova riguardante gli arrivi). Anche i nuovi orari hanno sollevato perplessità fra i viaggiatori. Fra le tante registriamo la soppressione della fermata di Bellante stazione in riferimento al treno numero 21598. La stazione è interessata da un numero di utenti maggiore rispetto a quella di Notaresco che invece non è stata soppressa. Quindi non si capisce il motivo di tale scelta». Un gruppo di pendolari ha già iniziato la raccolta delle firme. Ma ci sarà qualcuno disposto a raccogliere il messaggio visto che finora non sono bastate quindicimila sottoscrizioni per far ripristinare la biglietteria alla stazione di Teramo?