Sindacati scettici: riunione inutile senza la presenza dell’azienda
ROMA - La convocazione è arrivata anche prima del previsto: stasera al ministero del Welfare. Si parlerà del caso Fiat. Ad accogliere le delegazioni di Cgil Cisl Uil e Ugl ci sarà oltre alla padrona di casa, Elsa Fornero, anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Toccherà a loro illustrare - al di là delle ricostruzioni giornalistiche - l’esito dell’incontro di sabato scorso a Palazzo Chigi con Marchionne ed Elkann.
I punti da chiarire e da capire non mancano. La nota congiunta Fiat - governo al termine del lungo incontro di sabato scorso ha lasciato molti aspetti aperti. Cosa può fare il governo per la Fiat? Quando l’azienda riprenderà a investire in Italia? E nel frattempo come sarà garantito lo stesso livello occupazionale? Con quali strumenti? I sindacati restano scettici. E fanno sapere che non sarà sufficiente una semplice informativa del governo a tranquillizzarli. «L’incontro sarà inutile perché il governo non ci dirà nulla di più di quello che già sappiamo» prevede il numero uno Uil, Luigi Angeletti, che stasera a via Veneto nemmeno si farà vedere, delegando il segretario di categoria. Stessa scelta in casa Cisl. «Francamente vorrei che fosse Marchionne a riferire direttamente quello che ha detto a Palazzo Chigi o che all’incontro fossero stati presenti i sindacati» commenta Raffaele Bonanni. Il leader Cisl rivela di aver parlato nel pomeriggio di ieri telefonicamente con l’ad Fiat: «Marchionne ha accettato un incontro dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti in modo da preparare l'appuntamento già programmato per fine ottobre». Ancora nessuna data, ma - assicura Bonanni - la riunione ci sarà «nei prossimi giorni». Anche in Cgil avrebbero preferito un tavolo a tre, con la presenza dei vertici Fiat. L’auspicio è che questo «sia solo il primo passo», proprio in vista di una successiva convocazione che coinvolga anche l’azienda. A via Veneto comunque stasera andrà anche Susanna Camusso.
Intanto ieri il presidente del Consiglio ha voluto sgombrare il campo da indiscrezioni varie: «Concessioni finanziarie non sono state chieste e se fossero state chieste non sarebbero state accolte» ha detto Monti con tono perentorio. Stesso discorso per la cig in deroga. C’è stato invece «l’impegno a creare condizioni di contesto che consentano di salvaguardare la produzione industriale». Per questo, secondo il premier, siamo davanti a «una scommessa che richiede un grande impegno delle parti».
Non che il governo sia soddisfatto completamente dell’esito dell’incontro di sabato. Il ministro Passera lo dice chiaramente: «C’è stato detto che gli investimenti sono ridotti finché non si vedrà la luce della ripresa, ma su questo non ci siamo detti d’accordo. È stato uno dei punti di minore condivisione». Molto critico verso la mancanza di sviluppo di nuovo modelli anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha ricordato come la Fiat «negli ultimi 15 anni ha avuto importanti finanziamenti per realizzare prototipi delle auto ibride, elettriche e a idrogeno». I soldi li ha presi, i prototipi non ci sono.
In ogni caso Passera, come poi farà anche la Fornero, dà un giudizio positivo dell’incontro, definendolo «produttivo, utile e interessante». «Non ci sono state richieste di soldi o annunci di esuberi o di chiusure» riferisce il ministro, ricordando la decisione di avviare un tavolo presso il suo ministero per mettere in campo «meccanismi che rendano più facili le esportazioni». Meccanismi che - sottolinea - varranno per tutte le aziende esportatrici italiane, non solo per Fiat. L’ottica dovrà essere quella del mantenimento del livello occupazionale del gruppo in Italia. «Dobbiamo lavorare affinché la capacità produttiva in eccesso non faccia perdere posti di lavoro» ammette il ministro Fornero. E anche Passera riconosce che «il tema più delicato è quello degli stabilimenti italiani, molti dei quali a bassissimo regime».
La strada è appena iniziata. E non è detto che sarà breve. «Nessuno pensava - riferisce la ministra Fornero ai giornalisti che le chiedono lumi - che sarebbe bastato un incontro per risolvere quella che voi chiamate la questione Fiat».