Roberto Campo Nel Paese e nelle Regioni non c’è alcuna idea di riforma della pubblica amministrazione e di politica salariale
PESCARA Dal 2004 al 2012 la diminuzione di personale per pensionamenti nel pubblico impiego è stata in Abruzzo del 20%. Con i tagli della Spending review è previsto un ulteriore 10%. I dati sono stati resi noti, ieri, dalla Cgil Fp (Funzione pubblica) in una conferenza stampa indetta con la Uil Abruzzo, in vista dello sciopero generale del pubblico impego in programma il 28 settembre prossimo, con manifestazione a Roma. All’incontro erano presenti anche i segretari regionali della Cgil, Gianni Di Cesare, e della Uil, Roberto Campo. «Nella nostra regione», ha detto Carmine Ranieri, segretario della Cgil Fp, « gli occupati della pubblica amministrazione sono 30 mila, quelli del settore università e ricerca quasi 3 mila, mentre gli occupati nella sanità privata e nelle cooperative socio-assistenziali sono oltre 10 mila». «La crisi di oggi è figlia di evasione fiscale, spreco di risorse e mancata idea di crescita, ma non si lavora su queste criticità tagliando e basta», ha aggiunto Di Cesare. «Anche in Abruzzo abbiamo due punti critici. Il primo è quello del blocco della riorganizzazione della sanità, dopo l’accordo del 3 agosto, e l’altro quello riguardante la mancata riorganizzazione della macchina regionale che è di fatto bloccata». «Le politiche adottate con la Spending rewiev», ha proseguito il segretario reginale della Cgil, «stanno portando a tagli lineari nel settore pubblico con licenziamenti e mobilità indiscriminati. Tagli che stanno penalizzando i cittadini. Noi non possiamo accettare che la spesa pubblica venga tagliata quando è inferiore rispetto alle altre spese pubbliche europee». «Questo non è uno sciopero contro la Spending review», ha detto da pare sua Campo, «ma uno sciopero contro una politica di tagli lineari a tutti i livelli. Spending review è un nome fascinoso per dire che si taglia e basta. La verità è che nel Paese e nelle Regioni non c’è nessuna idea di riforma della pubblica amministrazione e nessuna idea di politica salariale meritocratica. In questo modo si ammazza un Paese, anche perché in Italia siamo sotto i livelli di spesa. Bisogna vedere come spendere meglio, non come ridurre». «Essendo la Spending review di fatto la terza manovra del governo Monti», ha concluso il segretario della Uil, «l’effetto recessivo anticrescita è micidiale. Noi non siamo per la chiusura, ma per il dialogo. È chiaro però che questa riforma mortifica il pubblico e i lavoratori. In Abruzzo occorre un taglio delle tasse sul lavoro».