PESCARA Sensibilizzare il governo nazionale e gli organismi istituzionali europei, attraverso la Regione Abruzzo, sull’approvazione di provvedimenti legislativi che garantiscono l’introduzione, in Italia e in Europa, del Reddito minimo garantito. È l’obiettivo del progetto di legge presentato al consiglio regionale da cinque Comuni della Val Pescara. La proposta, depositata lo scorso 13 settembre dai sindaci di Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Lettomanoppello, Manoppello e Tocco da Casauria, è stata elaborata sulla scorta dell’articolo 31 «iniziativa legislativa» dello Statuto della Regione Abruzzo (i consigli dei Comuni, in numero non inferiore a cinque, possono formulare proposte di legge regionali). A sostenere la proposta di legge sono i consiglieri regionali di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, e di sel, Franco Caramanico. Cinque sono gli articoli di cui è composta la proposta di legge. Nel primo, le dichiarazioni di principio: «La Regione Abruzzo considera l’introduzione del reddito minimo garantito, quale misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, un diritto fondamentale riguardante le persone e una priorità nell’azione amministrativa pubblica. La Regione si propone di agire in modo da ridurre le condizioni di bisogno e di disagio derivante da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione». In base all’articolo due «la Regione recepisce la risoluzione adottata il 20 ottobre 2010 dal Parlamento europeo che propone l’introduzione di sistemi di reddito minimo in tutti gli stati membri per combattere la povertà» e fa propria «l’esortazione, da parte del Parlamento europeo, alla Commissione europea per la presentazione, in tempi brevi, di una legge quadro in materia di sistemi di reddito minimo garantito». Con il terzo articolo «si prevede che la Regione elabori una sua proposta legislativa di respiro nazionale da inviare alle Camere»; mentre il quarto articolo riguarda la norma finanziaria, «che non prevede oneri finanziari a carico del Bilancio». «Stiamo facendo un’azione rivolta a tutti», hanno spiegato i promotori dell’iniziativa, «perché tutti viviamo una situazione difficile. I nostri comuni già si stanno impegnando per dare risposte alle famiglie e chiediamo lo stesso impegno anche ad altri Comuni abruzzesi».