Termina con un compromesso la disfida tra Regione ed enti locali sui tagli al trasporto pubblico locale. Tra le altre cose, piazza Castello si impegna ad assicurare il flusso regolare dei trasferimenti Trasporto pubblico locale: tutti contenti, alla fine. Tanto che a prima vista non si comprende per quale motivo avessero deciso di ricorrere alle carte bollate. A fronte di quella decisione, adottata dagli enti locali per contrastare i tagli della Regione, il Tar Piemonte si riunirà questa settimana: udienza pressoché inutile, visto che la Provincia, sulla scia di Torino e di Gtt, darà mandato ai legali di ritirare il ricorso. Linea presumibilmente seguita dalle altre aziende del settore. Eppure ieri la Regione, nella persona dell'assessore ai Trasporti Barbara Bonino, plaudiva «alla collaborazione e al senso di responsabilità» rivendicando i tagli previsti: meno 3% nel 2011, meno 9% nel 2012, meno 15% nel 2013. Sulla base di queste percentuali piazza Castello ha determinato - anzi: rideterminato, ché nella prima delibera la sforbiciata era ancora più pesante le riduzioni dei trasferimenti agli enti locali. Parliamo degli stessi tagli che a suo tempo spinsero il Comune di Torino e la Provincia, per tacere di altri soggetti, ad alzare gli scudi. Fino alla settimana scorsa Palazzo Cisterna resisteva impavido, sostenendo che oltre una riduzione del 5% - peraltro già avvenuta - il servizio sarebbe stato compromesso: questa era la linea del Piave per il 12012. Eppure ieri anche Antonio Saitta, il presidente, non nascondeva la propria soddisfazione, pur temperata dalla preoccupazione per l'ulteriore stretta prevista il prossimo anno. Qualcosa di più si capisce leggendo il comunicato emesso dalla Regione: «Grazie all'accordo la giunta ha potuto approvare il nuovo piano triennale che prevede riduzioni del 9% per quest'anno e del 15% per il 2013». Salvo precisare: «Riduzioni parzialmente compensate dall'affidamento alle Province dei servizi sostitutivi delle linee ferroviarie attualmente sospese». Per la cronaca, gli «accordi transattivi» che risparmieranno lavoro al Tar saranno sottoscritti con la Provincia di Torino, i comuni di Torino, Novara, Cuneo, Alba, Bra e con le società Gtt e Sun. In sintesi, si è compiuto quanto anticipato dal nostro giornale a inizio mese. La Provincia di Torino, per dire, si impegnerà a tagliare il servizio del 9% salvo vedersi riconosciuta, al netto dei trasferimenti previsti, una contropartita economica per progetti su linee sostitutive (di quelle ferroviarie abolite), a bassa frequentazione o utilizzate da utenti deboli. Di quali cifre parliamo? A Palazzo Cisterna circolano già i primi numeri: 900 mila euro nel 2012, 1,4 milioni nel 2013 e altrettanti nel 2014.