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Pescara, 26/03/2026
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Data: 26/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Atac versa tutti gli arretrati ma i disabili restano a piedi Ieri fermo il trasporto a chiamata. Attivato il taxi alternativo gratis

È successo ieri, lo denuncia Atac stessa che chiama in causa la ditta Falaschi appaltatrice del servizio che non lo ha garantito, creando gravi disagi alla clientela. Malgrado Atac ribadisca di «averle interamente versato quanto dovuto». «Difficile sapere il motivo di questo disservizio» fa sapere l'azienda capitolinea che a questo punto «si riserva ogni azione nei confronti dell´appaltatore a tutela della continuità di un servizio così delicato e socialmente utile». L'utenza ha comunque potuto usufruire del servizio taxi alternativo gratuito (si può raggiungere chiamando lo 060606) che viene attivato da Roma Capitale ogni volta che gli autisti della Falaschi lasciano in garage i loro mezzi. I rapporti tra Atac e ditta Falaschi non sono mai stati facili. Nei mesi scorsi i gravi ritardi nei pagamenti della ditta Falaschi, con sede a Pontedera (750 dipendenti in tutta Italia, 600 mezzi e 54 amministrazioni comunali servite) hanno privato i lavoratori dello stipendio per molte settimane. A farne le spese pure i circa 300 utenti del servizio che appartengono alla fascia più debole perché in assenza del servizio non possono muoversi (sia per ragioni di salute che per problemi economici). Ma finalmente il 18 settembre Atac spa aveva annunciato di «aver interamente versato alla ditta Falaschi quanto dovuto per lo svolgimento del servizio a chiamata di trasporto delle persone diversamente abili». All'incirca due milioni di euro. E infatti la settimana precedente l'allora ad di Atac Carlo Tosti nel ricevere i 60 autisti della ditta Falaschi in sciopero (avevano organizzato una protesta davanti ai cancelli della sede della municipalizzata a via Prenestina) gli aveva comunicato di aver sbloccato «già 900 mila euro» e che altri 300 mila euro sarebbero stati pagati «entro la fine del mese». Insomma ora che l'azienda romana ha pagato tutto, la ditta Falaschi ormai non ha più nessun alibi per non versare gli arrestrati ai suoi dipendenti. A questo punto è la società di trasporti a non rispettare gli impegni. «I dipendenti in forza devono ancora ricevere il salario di luglio e quelli che hanno terminato il contratto con la società sono creditori di metà salario di giugno e del Trattamento di Fine Rapporto - fa sapere Maria Gemma Azuni Presidente del Gruppo Misto (Sinistra, Ecologia Libertà) Assemblea Capitolina - Roma Capitale. A soffrire non sono soltanto i dipendenti romani: la ditta Falaschi ha la gestione del trasporto scolastico in almeno trenta comuni della Toscana. Anche lì gli autisti non vengono stipendiati regolarmente. L'azienda si giustifica sempre alla stessa maniera: le amministrazioni non rispettano i pagamenti. Nei giorni scorsi sono rimasti a piedi pure 400 bambini a causa del mancato passaggio dei pulmini gestiti dalla Falaschi. E i Comuni hanno denunciato la ditta per interruzione di pubblico servizio.

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