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Pescara, 26/03/2026
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Data: 26/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Riordino delle Province - Legnini: la Regione promuova un’intesa sulle Province. Il senatore Pd: L’Aquila-Teramo e Chieti-Pescara L’Idv: cancelliamole tutte. Oggi la proposta definitiva del Cal

L’esponente del Partito democratico: silenzio imbarazzante del presidente Chiodi Costantini: da questi enti per i cittadini un beneficio pari a zero

PESCARA «Se il Pdl non è in grado di formulare una proposta unitaria lo dica chiaramente ma non accolli la colpa sull’unica proposta seria in campo, quella del Pd. Nessuna città può uscire umiliata dal riordino delle Province». Giovanni Legnini accusa il centrodestra per l’impasse in cui si trova l’Abruzzo in tema di ridordino delle province. Il senatore chietino del Pd lo fa alla vigilia della riunione del Cal (Consiglio delle autonomie locali) che si riunirà, oggi a Pescara, per mettere a punto una proposta da consegnare alla Regione che, a sua volta, entro il 2 ottobre, deve fornire la sua soluzione al problema posto dal governo Monti con il decreto sulla spending review: come ridurre da quattro a due le province abruzzesi, ferma restando quella dell’Aquila perché circoscrizione del capoluogo di regione. «È una parte consistente della vita istituzionale, economica e sociale che va riorganizzata con il modificarsi delle circoscrizioni provinciali, con evidenti riflessi sulla competitività dei futuri territori provinciali», dice Legnini. «Non possiamo ridurre tutto alle furbizi». Del numero e della configurazione dell'ente provincia importa ben poco ai cittadini, ed anzi l'opinione prevalente, che condivido, é per la loro abolizione per via costituzionale. Ciò che invece avrà enorme rilievo per il futuro della nostra regione é la configurazione e il numero delle circoscrizioni provinciali, dentro le quali troveranno rinnovata ubicazione gli uffici periferici dello Stato, le agenzie fiscali, gli enti previdenziali, i comandi dei corpi militari, gli uffici giudiziari le camere di commercio ed altre articolazioni dello Stato». Secondo Legnini, «di fronte ad una sfida così impegnativa, che ci occuperà nei prossimi mesi ed anni, la “notizia”, per così dire, è che il Pdl, partito che governa la Regione, le quattro province e tre capoluoghi di provincia su quattro, non ha uno straccio di posizione politica, ed anzi ne esprime quattro, una per ciascuna provincia e l'una in contrasto con l'altra. Risibile appare il tentativo di qualche esponente Pdl di scaricare la responsabilità su presunte contraddizioni del Pd». Legnini sostiene la soluzione delle due province. L’Aquila-Teramo e Chieti-Pescara: «Noi siamo pronti ad assumerci la nostra responsabilità avanzando la proposta di riorganizzazione territoriale su due macroaree provinciali, ma poiché occorre assumere impegni molto rilevanti per l'oggi e per il futuro, un progetto serio non si può fare senza un accordo politico alto. Tale riorganizzazione, che se ben fatta cambierebbe molto nella nostra vita regionale, non può essere attuata umiliando nessuna delle città e delle province esistenti. L'Aquila a parte che per legge è già capoluogo, la proposta conclusiva non può umiliare Teramo, non può ignorare che Chieti è l'unica che ha i requisiti per mantenere provincia e capoluogo, non può non considerare la funzione urbana regionale della prima città che è Pescara». «Per questo», è la proposta di Legnini, «occorre un grande accordo politico, che coinvolga tutti i principali partiti e le forze sociali e che preveda un ruolo, una funzione chiara per ciascuna delle città e dei territori coinvolti. Il Pdl la smetta con le furbizie e se non è capace di fare una proposta, lo dichiari e se ne prenderà atto per l'oggi e per il futuro. Il presidente della Regione, il cui silenzio è sempre più imbarazzante, promuova un tavolo istituzionale per pervenire ad un accordo che valga per il consiglio regionale e per il governo nazionale». Un altro partito del centrosinistra, l’Idv, resta invece sulle sue posizioni: abolire tutte e quattro le Province. Come? «Dopo aver raccolto, anche in Abruzzo, migliaia di firma a sostegno della proposta di legge per la loro soppressione», spiega Carlo Costantini, «abbiamo da poco presentato al consiglio regionale un disegno di legge costituzionale alle Camere per cancellarle. «Noi dell'Italia dei valori», aggiunge il capogruppo dell’Idv in consiglio regionale, «abbiamo deciso di occuparci solo dei problemi di cittadini ed imprese e non dei problemi dei politici. E la questione delle Province interessa esclusivamente il ceto politico.Se una Provincia come Teramo, che ha nei bilanci una previsione di zero investimenti per il 2012, zero per il 2013 e zero per il 2014, si accorpa ad un altra provincia, il beneficio per cittadini ed imprese sarà sempre pari a zero».

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