CHIETI «La nostra proposta sarà quella di creare tre Province in Abruzzo. Una soluzione che esula dai campanili, rispetta la legge e le identità dei territori». Il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano scopre le carte in vista della riunione di stamane del Cal che si esprimerà, in maniera definitiva, sul riordino delle province abruzzesi, e torna a bacchettare il Pd. Accusato di aver sposato la causa dell’autonomia della provincia di Chieti in consiglio comunale salvo, poi, comportarsi diversamente a livello regionale. «Peraltro a luglio il Pd», attacca Di Stefano, «si era vantato, attraverso un rappresentante provinciale, di aver ottenuto la maggioranza in seno al Cal. Adesso questa maggioranza faccia scelte responsabili». Il senatore Di Stefano, carte alla mano, ribadisce come Chieti abbia tutti i requisiti previsti dalla spending review per mantenere lo status di capoluogo e la titolarità della Provincia. «In Abruzzo solo Chieti e L’Aquila hanno questi titoli e, come sta succedendo in altre parti d’Italia, sono le altre Province a dover essere accorpate. Inoltre si parla spesso dell’esigenza di garantire alla cittadinanza i migliori servizi possibili grazie ad una sussidiarietà orizzontale che soltanto le tre Province possono assicurare». La proposta che il Pdl porterà sul tavolo del Cal di stamane, quindi, sarà quella di lasciare immutate le province di L’Aquila e Chieti con la creazione di una terza provincia, la Pescara-Teramo. «Che, ovviamente, deve essere il frutto», aggiunge Di Stefano, «di un progetto paritetico tra le due città e i due comprensori che non penalizzi nessuno, sulla falsa riga di quanto è avvenuto per le Province di Biella e Vercelli». Entro il 23 ottobre l’indicazione del Cal arriverà al vaglio del consiglio regionale che, a sua volta, girerà lo schema di riordino delle Province abruzzesi al ministero, a cui spetterà l’ultima parola. «Al consiglio regionale, su nostra indicazione, approderanno» annuncia Di Stefano, «tutte le soluzioni formulate dal Cal. Ma, è bene precisare, che non ci sarà nessun stravolgimento dei nomi delle Province. Resteranno i nomi di quelle che sono state salvate dalla legge, ovvero Chieti e L’Aquila». Sullo scottante tema del riordino delle Province sono intervenuti anche Angelo Cellini e Andrea Buracchio, segretario provinciale e responsabile cittadino dell’Udc. «Chieti deve mantenere il suo status di capoluogo di provincia poiché il territorio, come evidenziano i parametri fissati dal Governo, ha tutti i requisiti», dicono, «per rimanere autonomo».