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Pescara, 26/03/2026
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Data: 26/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Fondi regionali, tremano Sicilia e Campania. Si moltiplicano le inchieste mentre Roma avvia una rogatoria in Spagna sui conti correnti di Fiorito

ROMA Tra i consiglieri regionali italiani, quelli siciliani sono senz’altro i più ricchi e più pagati. Il loro budget - in espansione per il prossimo anno - è persino maggiore di quello assegnato ai colleghi laziali caduti in disgrazia: 12,6 milioni di euro distribuiti dall’Assemblea ai gruppi parlamentari per la gestione delle attività nel corso del solo 2012. Ed è proprio sull’onda del Laziogate che sui bilanci delle Regione autonoma siciliana vuole vederci chiaro la magistratura. L’inchiesta avviata dalla procura di Palermo quando manca un mese alle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea, è partita da alcuni articoli di stampa apparsi e per il momento non vi sono indagati né ipotesi di reato. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci ha però già disposto l’acquisizione di documenti utili: in particolare quelli relativi alle spese dei gruppi e quelli relativi alle spese riservate del presidente della Regione. A chiederne la consegna - senza violare l’immunità del parlamentino regionale cui sono riconosciute le stesse guarentige del Senato - sarà nelle prossime ore la polizia giudiziaria. Sulla vicenda che si consuma in piena campagna elettorale c’è stato ieri anche un commento di Antonino Ingroia, il pm dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. «E' chiaro che la procura di Palermo farà tutte le verifiche necessarie su tematiche così d'attualità. Ma è bene non candidare chi ha pendenze antiche o recenti», ha detto intervenendo alla presentazione di un libro. L’onda lunga del caso Fiorito si fa sentire anche in Lombardia. Con i consiglieri Pd e Idv che lanciano le dimissioni “virtuali” per far cadere la Giunta Formigoni (il governatore lombardo è indagato per corruzione nell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri) e il centro destra che fa muro e si annuncia pronto ad andare avanti da solo. Il terremoto giudiziario arriva fino in Campania dove i Pm hanno ieri ascoltato i contabili della Regione per capire meccanismi di spesa e di assegnazione dei fondi. Sullo scandalo che ha travolto la Polverini continua invece a indagare la procura di Roma che prima di aprire altri fronti - «il lavoro è solo all’inizio», ha detto il procuratore capo Giuseppe Pignatone in un’intervista a Repubblica - vuole chiudere gli accertamenti sull’ex capogruppo del Pdl al Consiglio, Franco Fiorito. «Er federale de Anagni» indagato per peculato risulta titolare di una dozzina di conti correnti sui quali sarebbero stati dispersi fondi del partito per almeno un milione di euro: conti italiani, ma anche spagnoli sui quali i pm intendono fare luce con una rogatoria a Madrid. Poi si aprirà il capitolo dei 7 milioni di euro transitati fra il 2010 e il luglio scorso sui conti del gruppo pidiellino alla Pisana. Ma solo per verificare eventuali casi di arricchimento personale. Le voci di spesa di carattere politico, anche quelle più spregiudicate ed eticamente censurabili, non saranno vagliate, si fa notare a palazzo di giustizia, a meno che non si configurino profili di falsità o modifica della documentazione presentata: proprio come nel caso di Viterbo dove la procura indaga su dieci fatture taroccate, il frutto avvelenato di una faida territoriale interna al Pdl.

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