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Pescara, 26/03/2026
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Data: 26/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Inquinamento, Pescara maglia nera. Rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente: è tra le peggiori città del continente per la presenza di polveri sottili

Bambina scompare era da un’amica

PESCARA Momenti di panico, ieri pomeriggio, al parco Florida quando una mamma era andata a riprendere la figlioletta di 9 anni che era andata a giocare nel parco ma la bimba non era più lì. La mamma disperata ha iniziato a cercare la figlia e non vedendola ha avvertito la polizia. Intorno alle 18.30 due volanti della polizia sono piombate nel parco che, con la bella giornata, era pieno di bambini. I poliziotti si sono messi sulle tracce della bambina scomparsa cercando nel parco e in piazza Salotto. Fortunatamente, però, è stato un falso allarme: dopo un giro di telefonate la mamma è riuscita a rintracciare dopo circa un’ora la figlia di nove anni. La bambina si era allontanata dal parco Florida in via Regina Elena per andare a giocare a casa di un’amichetta e non aveva avvertito la mamma. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
di Melissa Di Sano wPESCARA La qualità dell’aria a Pescara è tra le peggiori dell’Europa occidentale. In confronto, le metropoli di Francia, Spagna e Inghilterra rappresentano oasi benefiche per i polmoni degli abitanti. L’agenzia europea per l’ambiente ha presentato il report 2012 (dati 2001-2010) sulla qualità dell’aria in Europa, e i risultati sono inquietanti. «Le polveri sottili e il biossido di azoto raggiungono nel pescarese punte altissime», spiega Augusto De Sanctis del Wwf, «tanto che è evidente il pallino rosso proprio sul capoluogo adriatico. Una situazione assurda per una città che per le sue caratteristiche morfologiche dovrebbe godere di tutt’altra situazione». Pescara, messa a confronto con il resto delle città dell’Europa occidentale, è messa davvero male. «È una delle più inquinate, anche più di Taranto. Peggio solo i territori industrializzati di Polonia, Slovacchia e Turchia», continua De Sanctis, «dove le indutrie spesso non rispettano i limiti, e il parco auto è vecchio. In Italia, paese industrializzato, siamo al livello della Turchia per inquinamento». Gli altri casi difficili si riscontrano a Napoli, Roma e nelle città della pianura padana, dove c’è anche un preciso fattore morfologico, e dove gli abitanti sono in numero di gran lunga superiore. «Pescara è una città piccola, con pochi abitanti», aggiunge il rappresentante del Wwf, «si affaccia sul mare ed è ventilata, eppure i dati del 2011 sono anche peggiori di quelli allarmanti presentati dall’agenzia europea. La centralina di Spoltore ad esempio, è una delle peggiori d’Europa». La situazione è «drammatica» secondo il Wwf, che sottolinea anche il contenuto del rapporto europeo sull’impatto di questi inquinanti sulla salute. «L’unione europea ci dice che siamo in una condizione grave per la salute, che porta all’aumento della mortalità. Servono provvedimenti urgenti, noi a questo punto diffidiamo gli enti. Lo abbiamo già fatto nel 2010 e avevamo ragione». Ora, il silenzio delle istituzioni, e il rilascio di nuove autorizzazioni e rinnovi di carattere industriale, diventa argomento di seria riflessione. «Non capiamo, in una condizione del genere, come si possa andare avanti a rilasciare autorizzazioni», afferma De Sanctis, «la ricerca dell’Europa riguarda proprio il periodo in cui si autorizzava la centrale a biomasse della Fater, che presto entrerà in funzione, ed è sconvolgente che gli enti abruzzesi che l’hanno autorizzata avessero quegli stessi drammatici dati. Il pericoloso biossido di azoto, ad esempio, viene prodotto proprio nella combustione a biomasse. Come si fa a non pensare di coinvolgere la popolazione in questioni come questa e come il rinnovo dell’autorizzazione ambientale al cementificio di via Raiale? Qui è proprio una situazione grave per la salute. Qualcuno ci deve dire come i nostri funzionari si possano permettere anche solo di immaginare di rilasciare autorizzazioni ad impianti in una condizione gravissima come questa, certificata dall’unione europea. È inaccettabile».

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