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Data: 26/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Profumo: ora di religione da rivedere. Dichiarazione del ministro dell’Istruzione scatena un putiferio. Plaudono Radicali e Idv, stop da Cei, Pdl e Lega

Molto civilmente il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, ha sollevato un problema nodale nella educazione dei giovani in Italia: l'ora di religione in una società ormai multietnica e quindi anche multireligiosa. Nonostante i ripetuti tentativi di trasformarla in un'ora di Storia delle religioni (oggi mancano i fondi), essa è rimasta essenzialmente uno spazio riservato alla Chiesa cattolica. Le reazioni di questa parte non sono tardate. Il più cauto, in fondo, è stato un uomo di cultura come il cardinale Gianfranco Ravasi: «E' importante il rinnovamento della didattica nel metodo, ma il messaggio evangelico e i grandi insegnamenti cristiani vanno sempre insegnati». Più secco il ciellino Maurizio Lupi: «Non possiamo annacquare ciò che siamo per far piacere a chi viene dall'estero». Tranciante la solita Paola Binetti (Udc): «Chi non vuole, può sempre restare fuori dall'aula». Che è quello che succede da anni agli allievi che, non appartenendo a famiglie cattoliche, non intendono partecipare. Parcheggiati e "ghettizzati" durante un'ora di insegnamento nella scuola pubblica.
Il che non è giusto, credo, costituzionale. In seguito il ministro ha parzialmente rettificato la dichiarazione resa alla Festa di Sel e però la necessità di aggiornare la didattica (religione inclusa) in relazione alla nuova Italia multirazziale resta sul tappeto. Secondo la Caritas, nel 2010 gli stranieri residenti in Italia erano oltre 4,5 milioni: quasi 2,5 milioni cristiani, oltre 1,5 milioni musulmani, 120 mila induisti, 89 mila buddisti, 61 mila fedeli di altre religioni orientali e così? via. Ma, all'interno dei cristiani prevalevano gli ortodossi: 1,4 milioni (romeni, ucraini, moldavi, macedoni, albanesi) contro 876 mila cattolici (filippini, polacchi, centro-americani, altri albanesi e romeni, brasiliani, eccetera). Numerosi anche i protestanti, fra cui romeni, tedeschi, inglesi, ghanesi, nigeriani. Mentre nel milione e mezzo di musulmani spiccavano marocchini e albanesi, seguiti a distanza da tunisini, senegalesi, pakistani, bengalesi, macedoni, kosovari, eccetera. Dunque, un problema di massa. Anche perchè la quota di alunni figli di extracomunitari o di coppie miste cresce rapidamente di fronte alla bassa natalità delle coppie italiane. «Anche il policentrismo religioso del caso italiano - si legge nel Dossier della Caritas - costituisce un incentivo a non vivere la propria fede in maniera contrapposta alle altre minoranze». Magari lasciando fuori dall'aula i non-cattolici. D'altro canto, sin qui gli insegnanti di religione accedono alla cattedra su segnalazione dell'ordinario diocesano, partecipano ad un concorso riservato, possono passare da l'una ad altra cattedra, hanno avuto un trattamento economico di favore dal governo Pdl-Lega alla fine del 2010. Difese corporative (e non solo) difficili da scalfire. Le voci ieri pienamente favorevoli al ministro Profumo? Radicali, IdV e studenti medi. Il Pd sottolinea la necessità di cambiare una scuola "eurocentrica" e di recuperare i tagli inferti. V'è chi legge la dichiarazione di Profumo come un segnale di distinzione dai cattolici del governo (lo stesso Monti, Riccardi, Fornero, Giarda, Passera, Ornaghi, eccetera). In vista di nuove elezioni. In realtà il ministro ha poi corretto il tiro sottolineando che bisogna adeguare tutti i programmi scolastici (anche la geografia) ad una società ormai multietnica. E però, a far rumore, è stata inevitabilmente l'ora di religione cattolica. Prevista dal comma 2 dell'articolo 9 del Concordato Craxi-Casaroli (1985), può essere abolita con una revisione concordataria in base al contestato (da Nenni) articolo 7 della Costituzione voluto dalla Democrazia Cristiana e votato dal Pci. La si può riconvertire utilmente in Storia delle religioni. Ci vogliono però fondi, nonchè visioni e volontà politiche molto nette.

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