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Data: 27/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
A Roma maxi tangente sugli autobus. Indagato per corruzione e frode Riccardo Mancini, fedelissimo di Alemanno. Avrebbe intascato 500mila euro

ROMA Una maxi tangente di 500mila euro sarebbe stata pagata da un’azienda del gruppo Finmeccanica per una fornitura di 40 autobus destinati al Comune di Roma. Una nuova inchiesta giudiziaria si abbatte sulla Capitale. Questa volta investe l’Ente Eur, il cui amministratore delegato Riccardo Mancini ora indagato per corruzione e frode fiscale è considerato uno dei fedelissimi del sindaco Gianni Alemanno. Uomo chiave dell’amministrazione capitolina è il regista di molte operazioni del Comune di Roma. Ieri mattina è scattato il blitz degli uomini della Guardia di Finanza e del Ros che hanno perquisito sia la sede delle municipalizzate Roma Metropolitane e Ente Eur, sia della Breda Menarini di Bologna, società legata a Finmeccanica i cui vertici sono già indagati per corruzione e riciclaggio. Insieme a Riccardo Mancini sono indagate altre tre persone tra cui l’ex amministratore delegato di Breda Menaribus, Roberto Ceraudo. L’inchiesta coordinata dal pm Paolo Ielo è uno stralcio di quella sugli appalti Enav-Selex ed è scattata dopo le dichiarazioni dell’ex consulente esterno di Finmeccanica, il commercialista Marco Iannilli. Al centro dell’indagine c’è l’assegnazione di un appalto di Roma Metropolitane per l’acquisto di 40 autobus. Valore: 20 milioni di euro. Mezzi che venivano forniti dalla Breda e che, secondo gli investigatori, avrebbe ottenuto l’appalto versando una tangente da 500mila euro tramite il meccanismo delle sovrafatturazioni. Mediatore dell’appalto sarebbe stato Riccardo Mancini sospettato di aver «oliato» il meccanismo degli accordi e di aver fatto da garante per il pagamento della tangente. In cambio, secondo la procura di Roma, Mancini avrebbe ricevuto l’appoggio di Finmeccanica per essere nominato amministratore delegato dell’Ente Eur dove è arrivato nell’estate 2009. Anche se il Comune di Roma ha annunciato che si costituirà parte lesa nel procedimento, l’inchiesta tocca il sindaco Alemanno di cui Mancini è amico di vecchia data. Al punto che ieri erano circolate voci, poi smentite, che fosse sul punto di dimettersi. «Siamo di fronte all’ennesimo scandalo che colpisce gli uomini del sindaco» ha detto il capogruppo Pd Umberto Marroni. Riccardo Mancini, 53 anni è uno dei principali finanziatori della campagna elettorale di Alemanno del 2006 e tesoriere di quella del 2008. Militante dell’estrema destra romana, con una vicinanza ad Avanguardia nazionale, nel 1988 venne processato insieme a Stefano Delle Chiaie e Adriano Tilgher. Venne condannato ad un anno e nove mesi per violazione della legge sulle armi. In gioventù è stato amico di Massimo Carminati, tra i fondatori dei Nar, noto come «Il Nero» della banda della Magliana. Ma in procura si continua a lavorare anche sull’altro fronte, quello che coinvolge Franco Fiorito ex capogruppo del Pdl nella Regione Lazio indagato per peculato. Ora è accusato di essersi intascato un milione e 400mila euro del gruppo Pdl. La relazione del nucleo di polizia valutaria consegnata ai pm contiene nomi e cognomi di 38 beneficiari di altrettanti bonifici che Fiorito aveva cercato di nascondere con la tecnica dell’addebito multiplo alla stessa persona. Quindi oltre i 109 bonifici fatti a se stesso, Fiorito faceva accrediti in serie rendendo visibile solo il primo dei destinatari. Intanto si scopre che Fiorito, tra nove anni, a soli 50 anni potrà andare incassare un vitalizio di circa 4mila euro al mese che spetta agli ex consiglieri della regione Lazio. Questo grazie ad un emendamento proposto dallo stesso Fiorito e approvato nel dicembre scorso.

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