I governatori da Napolitano per illustrare il piano di risparmi
ROMA - Un colloquio al Quirinale con Giorgio Napolitano, poi un incontro a palazzo Chigi con il sottosegretario Catricalà (in rappresentanza di Monti in missione negli Stati Uniti) e infine una dichiarazione alla stampa per illustrare un piano concreto e immediato di tagli alle Regioni per ridurre i costi della politica. I governatori delle Regioni e delle Province autonome hanno voluto dare un segnale di consapevolezza di fronte al ciclone di scandali che ha investito la Regione Lazio, portando alle dimissioni la giunta di Renata Polverini.E la loro iniziativa è stata apprezzata da Napolitano e - a quanto pare - anche dal governo. Le misure urgenti illustrate da una delegazione della Conferenza delle regioni, guidata da Vasco Errani, al capo dello Stato e al governo prevedono una serie di proposte, a partire dal taglio dei un terzo degli attuali consiglieri (circa 300 in meno) e inoltre: 1) una netta e significativa riduzione dei costi della politica; 2) il rafforzamento della norma per la riduzione dei consiglieri regionali; 3) l’introduzione di elementi di trasparenza delle spese e di penalizzazioni per le regioni che non si adeguano, nonché di controllo da parte della Corte dei Conti.
L’obiettivo dell’iniziativa dei governatori (preannunciata a Monti per telefono) è quello di dare un segnale di reazione immediato al vento dell’antipolitica con un provvedimento legislativo «urgente», da approvare entro la prossima settimana in attesa di definire in modo più organico con un disegno di legge costituzionale di revisione delle funzioni delle Regioni. Per questa ragione la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha stretto i tempi chiedendo udienza al capo dello Stato. Sul Colle è salita una delegazione guidata da Errani. C’erano i governatori di Lombardia (Formigoni), Basilicata (De Filippo), Umbria (Marini), Calabria (Scopelliti), Molise (Iorio), Toscana (Rossi), Puglia (Vendola) e Lazio (Polverini). L’incontro si è svolto in un clima disteso. Secondo un comunicato quirinalizio, Napolitano ha apprezzato l’iniziativa e ha lodato la «sensibilità» e la «disponibilità» dimostrate in un «momento particolarmente difficile per la vita istituzionale del Paese» dai presidenti delle Regioni. Naturalmente ciò significa che lo stesso capo dello Stato non abbia ribadito la necessità di dare segnali forti per rinnovare la politica di fronte a quelli che martedì aveva definito «casi vergognosi di corruzione».
Accanto al problema dei tagli di cui si sono fatti carico le Regioni con la loro iniziativa autonoma, c’è infatti quello della legge anti-corruzione che ancora è bloccata in Parlamento. Non a caso, ieri Napolitano ha rinnovato il suo pressing perché sia faccia presto e finalmente si arrivi all’approvazione di una legge. «E’ l’Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione», ha spiegato il capo dello Stato. «Come mi ha messo bene in evidenza il segretario generale dell’Ocse - ha soggiunto Napolitano - noi in quella curva statistica della corruzione siamo messi molto male. Bisogna superare questa condizione d’inferiorità rispetto a molti Paesi europei». Il testo del provvedimento è fermo in Parlamento. E mentre il ministro Severino sottolinea che non bisogna perdere neanche un giorno per arrivare all’approvazione, Bersani e Casini esortano il governo a prendere in mano la situazione, ricorrendo se necessario ad un voto di fiducia.