PESCARA L’Ici, la vecchia imposta sugli immobili sostituita quest’anno dall’Imu, si è trasformata in un incubo per diversi contribuenti pescaresi. Centinaia, forse migliaia, di proprietari di box e garage si sono ritrovati improvvisamente evasori tributari, pur avendo sempre pagato le tasse regolarmente. Che cosa è successo? Un vecchio regolamento comunale del 2008 aveva trasformato le pertinenze delle abitazioni principali, fino ad allora a regime agevolato, in immobili a pagamento con aliquota massima. Dal 2008, le pertinenze avrebbero dovuto essere esentate dall’Ici in quanto facenti parte dell’abitazione principale. Ma così non è stato. Pochi i proprietari che se ne sono accorti. Tutti gli altri se ne stanno accorgendo ora, perché l’amministrazione comunale sta inviando una raffica di avvisi di accertamento, con relative richieste di pagamento con tanto di interessi moratori e sanzioni amministrative per omesso versamento. Una beffa per i contribuenti. E ieri l’assessore ai tributi Massimo Filippello e il suo dirigente Marco Scorrano si sono precipitati a convocare una conferenza stampa per far presente che l’attuale amministrazione non è responsabile di quel regolamento e che non può fare nulla per quei contribuenti diventati, loro malgrado, evasori. La testimonianza. Stefano Biondi è uno dei tanti contribuenti beffati. Quando nei giorni scorsi ha ricevuto un avviso di accertamento dal Comune che gli intimava il pagamento di 47 euro, è caduto dalle nuvole. «Ho pagato l’Ici per la prima casa fino al 2008, cioè fino a quando non è stata abolita dal governo Berlusconi», racconta, «ma mi sono ritrovato una cartella di pagamento per l’Ici non pagata nel 2008». Il contribuente si è presentato all’Ufficio tributi del Comune per capire il perché di quella richiesta. E ha scoperto che avrebbe dovuto pagare, a partire dal 2008, l’Ici piena per il suo garage, in quanto, pur essendo considerato pertinenziale alla prima casa, non fa parte dello stesso edificio. Il regolamento del 2008. La sorpresa è contenuta nel regolamento del 2008 presentato dalla precedente amministrazione comunale e approvato dal consiglio di allora. Si tratta di una frase, sfuggita evidentemente a diversi contribuenti, che trasforma box e garage pertinenziali ,fino ad allora facenti parte dell’abitazione principale e assoggettati ad aliquota del 3,5 per mille, in immobili a pagamento con l’aliquota massima del 7 per mille. «L’aliquota del 3,5 per mille», si legge in sintesi nel regolamento, «si applica alle abitazioni principali e relative pertinenze, destinate ed effettivamente utilizzate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale, purché facenti parte dello stesso edificio, non locate». Questo significa che tutti i contribuenti proprietari di box e garage, non facenti parte dello stesso edificio in cui è presente l’abitazione principale, avrebbero dovuto continuare a pagare l’Ici, anche quando il governo Berlusconi ha provveduto ad abolire l’imposta per la prima casa. Arriveranno altre cartelle. Gli avvisi di accertamento relativi all’anno 2008 sono solo il primo assaggio. Stefano Biondi e altri centinaia di contribuenti che non hanno più pagato l’Ici perché convinti di essere stati esentati in quanto proprietari dell’abitazione principale, riceveranno anche le cartelle di pagamento relative agli anni 2009, 2010 e 2011 con interessi moratori e sanzioni amministrative.