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Pescara, 26/03/2026
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Data: 27/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Salasso in arrivo per chi non ha pagato l’Ici. Tributi Nel mirino dell’assessore Filippello 3800 evasori della tassa 2008 sugli immobili

Previsto l’abbassamento dell’aliquota Imu per i locali commerciali in affitto

Brutte notizie per chi non ha pagato l’Ici 2008 e per i proprietari di una pertinenza lontana dall’abitazione. I primi riceveranno presto 3800 accertamenti (in totale le posizioni Ici a Pescara sono 67mila). I secondi dovranno mettersi in regola e basta: fino al 2007 il regolamento abbonava la tassa a chi aveva garage, laboratorio o altri locali non annessi alla casa, nel 2008 la norma fu cambiata e venne applicata una tariffa diversa. Una "grana" che riguarda alcune centinaia di cittadini che dovranno pagare dai 30 ai 50 euro, non una stangata, ma pur sempre qualcosa nell’attuale situazione economica. Buone notizie, invece, per i proprietari di locali commerciali in affitto ai quali Massimo Filippello, assessore alle Entrate, ha garantito: «Entro ottobre contiamo di rimodulare l’Imu abbassando l’aliquota dall8,6 al 6,6 per mille». Una buona nuova accolta con favore da Gianni Taucci, direttore di Confsercenti, il quale precisa che questo dev’essere solo un primo passo: «Al Comune - ricorda - avevamo chiesto maggiore attenzione per chi svolge un’attività commerciale all’interno della propria abitazione, portando l’Imu al livello della prima casa ovvero al 4 per mille. Stiamo ancora aspettando una risposta in tal senso». Nell’attività di recupero dei tributi non versati, l’asso nella manica di Filippello è il dirigente Marco Scorrano che ha messo su una specie di "agenzia nulla sfugge", realizzando una vera banca dati sulla situazione patrimoniale di tutti i cittadini. «Grazie a questo lavoro - ha sottolineato l’assessore - siamo riusciti a far emergere una buona quota di evasione, ma molto resta da fare. Per la Tarsu 2008, a fine anno dovremmo recuperare tre milioni e mezzo di euro rispetto ai 2,7 previsti, mentre per l’Ici potremmo chiudere a 3 milioni, il doppio di quanto avevamo messo in conto». Previsioni fatte volutamente al ribasso per non mettere in bilancio cifre che poi rischiavano di non essere incassate. «E comunque - conclude Filippello - tieniamo presente che fra l’evasione accertata e i soldi effettivamente incassati c’è sempre un 30 per cento che non entra subito nelle casse comunali».

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