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Pescara, 26/03/2026
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Data: 27/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Porto, soldi a rischio: revocato lo stato di emergenza. In Gazzetta ufficiale la decisione del governo, la Sclocco incalza il governatore Chiodi

Il decreto è sulla Gazzetta ufficiale del 24 settembre: revocato lo stato di emergenza per il porto. Detta così è come se il governo avesse ritenuto che la crisi socio-economico-ambientale determinatasi nell'asta fluviale, limitatamente alla situazione del porto di Pescara, è stata superata. E in realtà è proprio così. Fatto gravissimo per il consigliere regionale del Pd Marinella Sclocco: «Apprendo con stupore che il nostro porto non è più una emergenza. Mi aspetto che tra qualche giorno ci dicano che anche il fiume è fuori dal rischio esondazione».
Sclocco si domanda soprattutto quali atti concreti abbiano determinato la fine dell'emergenza, visto che il dragaggio non è mai partito e nessun intervento strutturale è in atto sulla diga foranea. Tutto questo mentre le attività economiche che ruotano attorno allo scalo marittimo vivono una sorta di silenziosa agonia. Non solo la pesca, ma anche gli scambi commerciali, il turismo, l'indotto.
L'esponente del Pd incalza la Regione: «Chiodi faccia sentire la voce dell'Abruzzo a Roma. Un presidente attento alle esigenze socio-economiche e ambientali della sua regione dovrebbe tutelare le infrastrutture più importanti». L'invito è anche quello di mettere un definito stop a decreti e burocrazia per entrare in azioni con scelte concrete.
Ma quali? Ad oggi si sa soltanto che presso il ministero delle Infrastrutture è depositato un bando per l'intervento di dragaggio, con relativa dote finanziaria: 2,5 milioni li mette lo Stato, altrettanti la Regione. Serviranno a prelevare 50.000 metri cubi di fango depositato sui fondali (secondo gli esperti ce ne vorrebbero almeno 400.000). Ma non è ancora chiaro dove sarà smaltito questo materiale, mentre si continua a ragionare sulla costruzione di una seconda vasca di colmata e sugli interventi strutturali previsti dal piano regolatore portuale, anche se solo per la deviazione del fiume servirebbero subito 20 milioni di euro.
Il provvedimento che decreta la fine dello stato di emergenza potrebbe adesso accelerare la decisione assunta dal consiglio comunale nella seduta di lunedì scorso, su ordine del giorno presentato dal Pd: indire una manifestazione a Roma, sotto la sede del ministero delle Infrastrutture retto da Corrado Passera, per ricordare che la situazione del porto di Pescara non è più sostenibile.
Conclude la Sclocco: «Non occorre certo ricordare che la Marineria è in affanno, l'indotto economico ha perso produttività e posti di lavoro, i turisti sono spariti e il fiume è sempre a rischio esondazione, mentre decine di proclami della maggioranza regionale e delle istituzioni locali hanno solo creato uno stato di incertezza che si protrae ormai da moltissimi mesi».

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