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Data: 27/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
La maxi-tangente per i bus il Pd: intervenga il governo

Il sindaco: fiducia nella magistratura. Voci sulle dimissioni del manager

Una nuova bufera si sta abbattendo sul Campidoglio: la Procura sta indagando su una maxitangente per la fornitura di 45 filobus all’Atac. E ora su questa nuova presunta storia di mazzette e corruzione, l’opposizione chiede l’intervento del governo. A partire da Raffaele Ranucci, deputato Pd: «A Mancini il sindaco ha affidato le chiavi di Eur spa che gestisce un patrimonio da centinaia di milioni di euro. Ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia, il cui dicastero controlla Eur spa insieme al Comune, affinché l’ad venga rimosso dal suo attuale incarico».
Secondo la Procura l’ad Riccardo Mancini avrebbe oliato il meccanismo degli accordi e fatto da garante per il pagamento della tangente da 500mila euro. Accuse pesanti per le quali ieri si sono rincorse le voci di imminenti dimissioni di Mancini. Un passo indietro che l’ad di Eur spa potrebbe fare oggi stesso qualora il governo in qualità di principale azionista (detiene il 90% mentre il Comune il 10%) facesse pressing su di lui. D’altronde, finora, la linea del governo Monti è stata sempre la stessa: dimissioni per chiunque venga indagato.
Il consigliere del Pd Athos De Luca chiede al sindaco di fare pulizia, perché «non si può più lasciare Roma assediata da affaristi, incapaci e indagati: tutti messi da lui in posti chiave della città». E il sindaco risponde con una nota di due righe: «Stiamo seguendo la vicenda e abbiamo fiducia nella magistratura. Ma sono situazioni ancora abbastanza frammentarie. Si tratta di una storia vecchia, già uscita sui giornali un anno fa». Mentre l’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma dice che «il Comune si costituirà parte lesa qualora i risultati delle indagini corrispondessero a verità».
Al coro di proteste si aggiunge anche Marco Miccoli, il segretario Pd Roma, punta il dito contro l’ennesimo caso di malcostume: «Dopo Fiorito-Batman, il capogruppo del Pdl fedelissimo di Alemanno, ora risulta indagato anche Riccardo Mancini, un altro manager vicinissimo al primo cittadino che lo ha voluto al vertice dell’Ente Eur e come tesoriere della sua campagna elettorale nel 2008».
Per Marco Causi, deputato Pd e componente della Commissione finanze della Camera, «l’inchiesta in cui è coinvolto Mancini non può non mettere in imbarazzo il governo. Il gruppo Pd della Camera aveva già sollevato il problema con una interpellanza urgente a cui il governo aveva fornito una risposta reticente il 14 giugno scorso». Maria Gemma Azuni, presidente del Gruppo Misto (Sinistra, Ecologia e Libertà) assemblea capitolina, definisce gli anni segnati dal governo della destra «un periodo oscurantista. E’ ora che si intervenga su questo scempio. Non dobbiamo più rimanere inerti, si deve restituire fiducia a chi ha perso il posto di lavoro, ai giovani, alle loro famiglie. Chiedo alle forze politiche presenti in Parlamento l’approvazione immediata del disegno di legge anticorruzione».

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