(ANSA) - ROMA - Di Pietro va avanti, contro tutti, sulla riforma delle concessioni autostradali. La delibera di applicazione, su cui si era riaperto un confronto, e che poteva essere una occasione per recepire eventuali correzioni, e' stata approvata dal Cipe senza che sia stata raggiunta una intesa. Resta aperto lo scontro con l'Aiscat, l'associazione delle concessionarie autostradali. Ed e' dura anche la reazione dei sindacati: Filt-Cgil, Fit-Cisl, e UilTrasporti rilevano nel testo della direttiva ''una profonda divergenza rispetto a quanto detto dal Ministro Di Pietro'' al tavolo di confronto. Chiuso senza risultati il tentativo di raggiungere una intesa con il ministro le societa' attendono ora che la Bruxelles dica la sua, mentre lo scontro si sposta sempre piu' sulla strada dei ricorsi. Intanto Di Pietro incassa il si' del Cipe. E non perde l'occasione per attaccare le concessionarie autostradali: con ''la direttiva, ma soprattutto con i controlli e le verifiche - dice - ci potra' essere un servizio piu' efficiente, e quindi invece di fare dividendi si faranno piu' investimenti''. La direttiva, spiega, prevede la possibilita' di rivisitare il piano finanziario previsto dalle convenzioni ''ogni volta che gli investimenti non vengono effettuati nei tempi previsti'' e ''quando alla scadenza si dimostra che non e' piu' in linea con i parametri di quando e' stato elaborato'': e cosi' ''l'utile invece di andare in dividendi andra', per una quota da stabilire, in investimenti''. Il nuovo modello unico di convenzione tra le societa' autostradali e lo Stato, che recepisce la riforma, ''entrera' in vigore alla fine del 2007''. L'Aiscat e' stata fin dal primo momento estremamente critica su un intervento che, sostiene, va a modificare unilateralmente gli accordi, contrattuali oggi in vigore, e che apre ''la strada a un forte contenzioso''. Aiscat non commenta la decisione del Cipe, dopo aver ribadito piu' volte nei giorni scorsi che la posizione delle societa' del settore resta lontanissima da quella del ministro. Lo fa il primo gruppo italiano del settore, Autostrade: la decisone arriva ''senza che un concreto e approfondito confronto sia stato avviato'', rileva, riservandosi ''ogni valutazione''. Alla vigila del Cipe l'Aiscat aveva invitato il ministro a recepire ''quanto in linea di principio concordato'' al tavolo di confronto il 10 gennaio. Ora anche i sindacati dicono di aver avuto indicazioni diverse, e invitano Di Pietro ''a recuperare gli impegni che aveva assunto''. Filt-Cgil, Fit-Cisl, e UilTrasporti, ritengono che i nuovi meccanismi per la determinazione delle tariffe autostradali potrebbero ''aprire un contenzioso in grado di bloccare gli investimenti per anni. Si passerebbe cosi' da un regime di totale liberta' dei concessionari che hanno avuto la facolta' di introitare ingenti utili ad un regime eccessivamente dirigista e privo di contenuti di indirizzo''. Ed il ministro replica: ''Invitiamo le organizzazioni sindacali a leggere la direttiva approvata dal Cipe senza pregiudizi. Si renderanno facilmente conto che nessuno dei pericoli da loro paventati e' possibile o realistico''. Garantisce, dice Di Pietro, ''che il settore delle concessionarie non sia solo un mercato finanziario, lasciato al libero arbitrio di chi e' interessato solamente alla realizzazione di maxidividendi. Siamo certi di aver stabilito una garanzia per i piani industriali e gli investimenti''.