La decisione del consiglio comunale, adottata dalla maggioranza di centro sinistra
CLAP ADDIO. La storica battaglia per la pubblicizzazione del- l'allora cooperativa Saca, che vide in prima fila il Comune di Lucca, il sindacato cattolico Cisl con Cesare Angelini e Arturo Pacini, poi anche la Provincia, la Cassa di Risparmio di Lucca e tutti gli altri Comuni lucchesi oggi si infrange su una dubbia decisione regionale di procedere a una gara per l'assegnazione di tutto il trasporto pubblico a un unico gestore. Una bella storia che era iniziata nel gennaio 1969, arricchita dalle ulteriori pubblicizzazioni delle società «Saga» e «Fiumana Bella» (1972), «Sforacchi e Torre» e «Luisi» (1973), «Sita» (1975), «Nardini» e «Tambellini» (1982), e Donati (1989) arriva così al... capolinea. Il consiglio comunale di martedì pomeriggio ha dato il via libera all'operazione. UN SEGNO evidente, probabilmente il primo concreto, che dimostra come a Lucca sia cambiata la maggioranza che governa il Comune. Ovviamente ha votato a favore il solo centro sinistra, contrari o comunque non votanti tutti gli altri. La Regione vuole il gestore unico e l'amministrazione locale si adegua. Il rischio è che alla fine prevarranno società straniere smantellando le realtà locali, in questo quadro il Clap rimarrà assolutamente marginale mentre altre società, a prevalente gestione privata, riusciranno comunque a spuntare condizioni migliori per sistemare i propri dipendenti e a difendere le proprie linee. La battaglia politica è comunque agli inizi e dopo il consiglio comunale di martedì pomeriggio ora si annuncia anche una possibile denuncia alla Procura della Repubblica. Sicuramente il quadro che si va delineando è scoraggiante. Il Comune di Lucca avrà un peso e un ruolo assolutamente trascurabile considerando che il Clap non peserà più per il 12 per cento ma scenderà al 10,5 o forse addirittura al 9,5 per cento nella nuova società CTT Nord. L'amministrazione lucchese attualmente ha il 33 per cento del 59,5 per cento delle quote pubbliche del Clap la cui maggioranza relativa è formata dai privati di «Stratos» con il 40,5 per cento. Dunque in CTT Nord il Comune di Lucca andrà a pesare poco più del 3 per cento. Non mancano i risvolti campanilistici che poi si traducono in effettive possibilità di difendere i propri dipendenti e le proprie linee di collegamento. Il raffronto più facile è con la società di trasporto pisana «Cpt» che inizialmente non voleva entrare in CTT Nord. Per convincere i pisani è stato riconosciuto loro un passaggio dal 30 al 38 per cento del nuovo capitale sociale oltre alla presidenza della società e a un consiglio di amministrazione dove il presidente, a parità di voti, sarà determinante. Di fatto un'alleanza fra Cpt e società private in CTT Nord determineranno ogni futura scelta. Come abbiamo già visto nell'edizione di ieri si parla di dare a Pisa la sede e la direzione amministrativa; a Lucca la direzione tecnica con manutenzione, officina e magazzini; a Livorno la direzione esercizio per la gestione e pianificazione delle reti. LA NUOVA società avrà una maggioranza pubblica con circa il 65 per cento di cui circa il 10 di Clap, il 38 di Cpt Pisa, e il 17 per cento di Atl Livorno. A Lucca sarà riconosciuto un rappresentante nel consiglio di amministrazione e la presidenza del collegio sindacale che è l'organo di controllo della società. I privati con il loro 35 per cento delle quote avranno l'amministratore delegato della società. Gli stessi privati non hanno comunque la sola opzione legata al CTT Nord. C'è infatti anche chi si tiene le mani libere pronto ad andare a una trattativa separata con il vincitore della gara regionale. SE E' VERO che la società CTT Nord sarà il più grande soggetto di trasporto pubblico locale in Toscana e dunque cercherà di essere protagonista nella gara di assegnazione del trasporto pubblico, comunque associandosi in un consorzio con le altre realtà toscane, è anche vero che potrebbe dover cedere il passo a gruppi stranieri più grandi e soprattutto decisi. L'a-spetto del personale non è secondario. Le voci attuali indicano tagli di circa 500 unità quando ci sarà il gestore unico regionale del trasporto pubblico. Eppure la Regione ha parlato di incremento di questo servizio ma poi ha deciso tagli rilevanti, in parte legati anche alla necessità di tappare i buschi della sanità. Anche il Comune di Lucca poteva impegnarsi di più destinando al mantenimento delle linee parte dei soldi che invece finiranno per realizzare la viabilità del nuovo ospedale, opera che inizialmente doveva essere a totale carico della Regione