I SINDACATI contestano duramente Start Romagna, l'azienda unica del trasporto pubblico romagnolo. Dopo la richiesta di revoca dell'assemblea per l'aumento di capitale richiesta dai soci (contrari alla capitalizzazione che prevede l'ampliamento della compagine sociale a Tper, il gruppo nato dalla fusione della bolognese Atc in Fer, e solo 'in parte esigua' ai privati) i sindacati di categoria accusano la direzione aziendale di "immobilismo", parlano di "sprechi di denaro pubblico" e non escludono "rischi per l'ordine pubblico" dalla vertenza. Le sigle Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Fast-Confsal di Forli'-Cesena, in una nota congiunta, dicono che dopo aver avviato lo stato di agitazione (incontro con l'azienda e passaggio in prefettura) registrano "un assoluto immobilismo ed una mancanza palese da parte di Start", in particolare sul "mancato rispetto di norme contrattuali e accordi vigenti". Il malcontento è sfociato in un'assemblea dei lavoratori in Comune a Forlimpopoli. Fra i temi caldi, continuano tutti i sindacati, "l'assoluto spreco di denaro pubblico a seguito di alcune scelte sulle turnazioni che prevedono trasferimenti a vuoto (senza raccogliere utenza alle fermate) per circa 20.000 chilometri, incidendo sul costo complessivo e sul disagio stesso dell'autista". Durissimo anche il giudizio sui sindaci. I sindacati invocano "iniziative dure e decise contro questo gruppo dirigente". E segnalano "la difficoltà a mantenere ed orientare il malcontento nelle iniziative sindacali che si promuoveranno nel rispetto delle norme legislative", dicendosi "preoccupati anche che tali problematiche sfocino in rischio per l'ordine pubblico".
Gli autisti fanno gruppo: «Start ci ascolti» I colleghi si uniscono alla protesta del conducente di bus contro la fermata in via Cignani
«VINCENZO ha ragione. Come si fa a dargli torto». Il coro è pressoché unanime. E viene dagli autisti. Quelli della linea 2, ma anche dagli altri. Tutti d'accordo con Vincenzo Scavone, l'autista che ha protestato contro la pericolosità della fermata in via Cignani, di fronte al tribunale. «Tirerò diritto», ha spiegato. Sul luogo 'incriminato' è completamente assente la segnaletica orizzontale, c'è solo la palina. Gli spazi sono angusti. La fermata (della linea 2, appunto) è nascosta da uno stallo blu e quindi dalle auto. Salire e scendere dall' autobus può essere molto problematico. Tanto che Scavone non intende fermarsi. «Il discorso - dice Luca, pure lui autista - è semplice. Senza la segnaletica orizzontale e gli spazi necessari, può esserci un problema di sicurezza per gli utenti. Mi fermo regolarmente, finora non mi è mai capitato di ricevere particolari proteste da parte dei passeggeri. Spero comunque che si trovi una soluzione». Atr e Start Romagna starebbero pensando di rimuovere la fermata 'saltando' via Cignani e facendo transitare gli autobus della linea 2 in piazza Saffi. «Noi autisti - ribatte Pino - abbiamo una grande responsabilità e dobbiamo avere gli spazi necessari per le manovre». Lo stesso Vincenzo Scavone, l'autista che ha denunciato il problema, racconta un aneddoto. «Un mio collega - dice - ha chiamato in centrale (la centrale operativa, ndr) per spiegare che la fermata in via Cignani è pericolosa, chiedendo come comportarsi. L'impiegato si è trovato d'accordo con lui. Il dirigente preposto ha invece ribadito che la fermata è obbligatoria e va bene così com'è, dicendo di fare lo stesso a chi lavora nella centrale operativa».