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Pescara, 26/03/2026
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Data: 28/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il Pd insiste: vogliamo la provincia unica. E Catarra contesta la decisione del Cal sull’accorpamento Teramo-L’Aquila: «Faccio ricorso al Tar»

TERAMO Il Pd continuerà a sostenere la proposta della provincia unica abruzzese, il presidente dell'amministrazione provinciale Valter Catarra presenterà ricorso al Tar. La decisione presa dal consiglio delle autonomie locali (Cal), formato da rappresentanti degli enti locali abruzzesi, che ha promosso l'accorpamento di Teramo all'Aquila, sposando la soluzione adottata dal governo, scatena reazioni veementi. «Abbiamo lanciato una proposta più ampia e responsabile», attacca il segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio, «che guarda anche al contenimento dei costi». La creazione della provincia unica abruzzese eviterebbe le spinte dei territori di confine, come la Val Vibrata e una parte della costa, alla fuga verso Ascoli e il Pescarese. Questa ipotesi di riassetto, nella seduta del Cal di mercoledì, ha raccolto il solo voto del sindaco di Pineto Luciano Monticelli. «E' prevalsa la forza prepotente di Pescara e Chieti», afferma il primo cittadino, «siamo stati isolati e umiliati». Il Pd denuncia il mancato sostegno da parte degli amministratori aquilani e la chiusura manifestata dal sindaco teramano Maurizio Brucchi. «Non abbiamo mai ostacolato la sua proposta anche se la ritenevano inapplicabile», insiste Verrocchio, «ci saremmo aspettati maggiore sostegno dal Pdl». Ernino D'Agostino, capogruppo del Pd in Provincia, invita alla riflessione tutte le forze politiche per rimettere in corsa la proposta della Provincia unica in consiglio regionale. Renzo Di Sabatino, consigliere provinciale del Partito Democratico, si rivolge agli assessori del Pdl in Regione. «La nostra idea è per l'abolizione totale delle Province», afferma, «chiediamo la loro opinione su questa ipotesi». A sottolineare le potenzialità dell'accorpamento tra Teramo e l'Aquila è Manola Di Pasquale, presidente regionale del Pd, che auspica « una nuova ridistribuzione dei servizi». Catarra, però, contesta la validtà della decisione del Cal accusandolo di essersi appiattito sulla proposta del governo. Alla riunione dell'organismo ha partecipato il presidente del consiglio provinciale Mauro Martino, che non ha partecipato al voto. «Non riconosco al Cal», spiega Catarra, «il potere di esprimersi sulla soppressione di enti costituzionalmente garantiti». L'amministrazione provinciale, dunque, impugnerà davanti al Tar sia la delibera del governo, sia il pronunciamento dell'organismo che eventualmente il pronunciamento definitivo da parte del consiglio regionale. «Il confuso dibattito sulle Province», conclude Catarra, «ha fatto da paravento ai veri costi impropri della politica».

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