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Pescara, 26/03/2026
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Data: 28/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi: le anomalie dell’Abruzzo impossibile toglierle. Dalla doppia sede regionale ai Comuni troppo piccoli «Due Province? Io ne farei una, ma c’è ancora tempo»

PESCARA «Fosse per me ci vuole una ulteriore costrizione delle attuali figure istituzionali. Rappresentano un ostacolo all’efficienza, alla programmazione e alla velocità decisionale. In questo senso rappresenta un’anomalia anche il numero delle Regioni dopo le Province. Così come è un’anomalia il fatto che l’Abruzzo abbia due sedi regionali, una a Pescara e una a L’Aquila. E’ un’anomalia che va tolta, ma non ci si riesce e soprattutto non è un dibattito attuale. Tanto che noi il nostro debito l’abbiamo diminuito lo stesso del 25 per cento». Il governatore Gianni Chiodi sembra trovarsi a suo agio nel clima di spending review di cui si è continuato a parlare ieri nella Conferenza della Regioni dopo lo scandalo nel Lazio. «Abbiamo chiesto al governo di intervenire con un decreto legge per poter tagliare prima possibile i costi della politica, inoltre abbiamo chiesto di applicare le sanzioni verso le Regioni inadempienti», aggiunge appena terminata la riunione. Chiodi è per la riduzione degli emolumenti percepiti da consiglieri e giunta, così come dei benefit e delle spese dei gruppi consiliari. «Tutte cose che noi in Abruzzo abbiamo già fatto (due giorni fa è stata recepita la norma che prevede il taglio dei consiglieri da 45 a 31 e degli assessori da 10 a 6 n.d.r.) , ma che alcune Regioni vanificano con il loro comportamento», sottolinea spiegando anche di aver sollecitato una norma che impedisca a un consigliere regionale di lasciare il gruppo con il quale è stato eletto e di formarne (o approdare) un altro (“il trasformismo”). «E’ paradossale che un monogruppo costi alla fine più di un gruppo politico di maggioranza, questa è un’altra anomalia», afferma Chiodi. Fra le modifiche suggerite c’è anche quello di fissare da 4 a 8 il numero delle commissioni regionali permanenti o speciali . «Ma i costi della politica sono anche altri», prosegue il governatore lanciato su questa linea e anticipando le prossime tappe, «dopo aver diminuito le Asl, gli Ato e tagliato i vitalizi ci apprestiamo a cancellare anche le Comunità montane ». Andando di questo passo viene naturale pensare anche al numero delle Regioni. Grillo, ad esempio, le vuole cancellare. E Chiodi? «Sono per una riforma che preveda un numero minore di Regioni con almeno due milioni di abitanti, ma mi rendo conto che questo non è possibile perché esiste una forte questione identitaria. Di contro c’è il problema che oggi non si deve ragionare a livello microcellulare e che quindi alcune regioni sono troppo piccole con figure istituzionali parametrate alla loro esistenza. L’Abruzzo? E’ piccolo, ma deve avere determinate strutture a prescindere dal numero di abitanti. E poi noi già ragioniamo per alleanze, a livello di macroregioni, con Marche e Molise». Il governatore ripete: sotto il profilo delle efficenze, più soggetti intervengono più è difficile il processo gestionale-decisionale. E parla di Comuni non Comuni sotto i 5mila abitanti, e di «orticelli che non collaborano» e che «determinano arretratezza». «Le Province? Rispetto la scelta del Cal di creare Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo. Una decisione che ha una sua razionalità, ma considerate le funzioni minime che le Province devono avere, pensavo che bastasse una sola con compiti molto limitati. Una sorta di ente intermedio tra Regione e Comuni . I passaggi tuttavia sono ancora lunghi e la scelta deve arrivare in Regione. Sono convinto, poi, che non sarà un processo che andrà a compimento in questa legislatura». Così come non avrà seguito la battuta sulla doppia sede regionale, l’altra anomalia . «E’ una storia arcaica che ci trasciniamo e non può essere alterata. Quello che ho detto che si deve fare è di patrimonializzare gli immobili di Pescara nei quali sono distribuiti gli uffici in modo di aggregarli in un’unica sede di proprietà. Questo vorrebbe dire risparmiare affitti e spese mentre le trasferte dei dipendenti le abbiamo già eliminate. Perchè il nostro obiettivo è di contenere i costi della politica e di far capire a chi fa politica che non ha vinto al Bingo». L’ultima risposta Chiodi la dà in prospettiva di un Monti bis. «Sono un estimatore di Monti, per quello che sta facendo. Lui non è la causa di quello che stiamo subendo, bisognerebbe tornare indietro negli anni, così come in Abruzzo occorre risalire nel passato per individuare le ragioni che stiamo pagando oggi».

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